Pubblicato da: Stefano Re | 4 giugno 2016

Morto Cassius Clay. Un ricordo

E’ morto uno dei più grandi pugili della storia: Cassius Clay, alias Muhammad Ali.
Era nato il 17 gennaio 1942 a Louisville, nel 1960 vinse l’oro ai giochi olimpici di Roma, fu campione del mondo dei pesi massimi dal 1964 al 1967 e dal 1974 al 1978. Un personaggio particolare: forte sul ring e difficile nella vita. Uno che non te le mandava a dire, anzi. Uno che sapeva cosa voleva e che faceva di tutto per fartelo capire.
Un giorno salì su un aereo e si ostinò a non voler mettere la cintura di sicurezza. “Superman non mette le cinture!”, disse a chi cercava di convincerlo. Lo convinse una hostess: “Superman non ha bisogno dell’aereo!” Perché Ali era fatto così: prendere o lasciare.
Come quando le commissioni atletiche pugilistiche statunitensi gli ritirarono la licenza perché si oppose alla spedizione in Vietnam: “Non ho niente contro i Vietcong, loro non mi hanno mai chiamato negro”. Perché da sempre aveva lottato per la parità dei diritti tra bianchi e neri.
E la rivincita la prese quando fu scelto come ultimo tedoforo alle olimpiadi di Atlanta del 1996, dove gli restituirono anche la medaglia d’oro vinta a Roma, medaglia che per protesta contro il suo Paese aveva gettato in un fiume. Ritiratosi definitivamente dall’attività agonistica nel 1981, nel 1984 gli fu definitivamente diagnosticato il morbo di Parkinson, l’ultima beffa del destino che attraverso quella malattia, in una sorta di contrappasso, lo minava proprio laddove si era sempre distinto: nell’agilità e nella dialettica che usava come spada.
Era il 30 ottobre 1974, quando Ali in Zaire riconquistò il titolo mondiale contro Foreman, in un incontro che è nella storia del pugilato (guardatelo se ne avete l’occasione!). Lo vinse con una tattica che nessuno avrebbe mai pensato che adottasse: otto round incollato alle corde, corde che gli permettevano di rimbalzare e di attutire i colpi micidiali infertigli da Foreman. Lo lasciò sfogare così tanto, che sia gli spettatori sia gli allenatori di Cassius Clay credevano che Alì fosse impazzito; poi Ali decise che era il momento, il momento di sfilare il chiodo dal muro e far cadere il quadro, perché Foreman cadde a terra come un quadro: ci vollero una serie di jab (diritti con pugno avanzato) e uppercut (montanti), ma ciò che fu decisivo fu quel momento, il momento in cui Clay si impadronì del tempo, lo fermò e decise di sfilare il chiodo.
Fu l’apoteosi.
Nel 1964 si convertì all’Islam e lo fece proprio il giorno successivo alla conquista della prima corona di campione del mondo dei pesi massimi.
Arrivederci campione.

di Stefano Re

foto di Stefano Re.
Pubblicato da: Stefano Re | 29 maggio 2016

Il sole nel bauletto e Microsoft

Per la festa “Bimbi in ufficio”, MICROSOFT ha deciso quest’anno di regalare ai bambini dei dipendenti in Italia il libro di Stefano Re “IL SOLE NEL BAULETTO” C1V Edizioni.
Questa scelta mi rende felice e orgogliosa perché Stefano ha scritto un bel libro che conquista ancora una volta molti piccoli grandi lettori e li accompagna nella loro crescita 🙂

foto di Stefano Re.
foto di Stefano Re.
foto di Stefano Re.
foto di Stefano Re.
foto di Stefano Re.
Pubblicato da: Stefano Re | 6 maggio 2016

Pensiero 56

Lo stendersi della pianura sembra dirci che non siamo nulla, eppure siamo quel punto di vista da cui tutto comincia. (S.Re)

Pianura

Pubblicato da: Stefano Re | 19 aprile 2016

Vorrei gettarmi

Vorrei gettarmi
                               dal tetto di un qualsiasi palazzo
                                                                                             giù
fino a schiantarmi sulla strada
di questa città senza sorriso
e rimbalzare con tonfi secchi sopra gli urli spaesati
di un gridare che ormai ha perso le vocali.
Vorrei spaventare il silenzio
impoverito da sguardi veloci e distanti
poi racchiudere nell’altro la speranza di un
                                                                                     sorriso.
Vorrei gridare che non c’è altro
se non il vuoto o la distanza tra il cielo e il suolo
se serri il palmo a pugno
oppure il capo reclini nel vedere
ciondolare l’impiccato
                                              io tu o chi altro
                                                                            non importa,
siamo soggetti in vendita a contratti di procura…
sarà la morte se della vita non troviamo il senso,
se della vita resta l’osso insalivato
se dopo questa notte l’alba
non s’irrora
                          d’infinito.
Cosa aspetti ad inciderti d’amore?
 
(Stefano Re)
Pubblicato da: Stefano Re | 19 aprile 2016

Pensiero 55

Le giustificazioni sono dei perdenti. (S. Re)

Pubblicato da: Stefano Re | 14 marzo 2016

Pensiero 54

Mettere a fuoco il proprio punto di vista sfocando la realtà è il primo passo verso il pregiudizio. (S.Re)

Pubblicato da: Stefano Re | 8 marzo 2016

Buona festa delle donne

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Pubblicato da: Stefano Re | 3 febbraio 2016

Tempo perso

Un mio nuovo racconto sul blog del Caffé Letterario. (S.R)

Clicca qui per leggere: Tempo Perso

Buona lettura.

Pubblicato da: Stefano Re | 1 gennaio 2016

Buon 2016 a tutti

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Pubblicato da: Stefano Re | 24 dicembre 2015

Pensiero 53

Siamo passati da una società maschilista ad una società maschilista di femmine.

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