Pubblicato da: Stefano Re | 18 dicembre 2013

La biro e il suo cappuccio

La biro si sentiva soffocare. Avere addosso quel tappo la infastidiva. Era così stretto che nemmeno scrollandoselo di dosso mollava la presa. Lei che aveva poca voglia di lavorare, ringraziava le volte che la bambina con i capelli rossi la prendeva in mano per scrivere quelle lettere un po’ storte che scarabocchiano i bambini durante i primi apprendimenti. Almeno la liberava dal peso del cappuccio. E poi che fastidio tutta quella saliva che il cappuccio le riversava addosso quando le ricopriva la testa! Se passava il tempo in bocca ai pargoli, che almeno si asciugasse prima di bagnarla tutta. Non che fossero amici, semplicemente chiedeva quella buona creanza per il quieto vivere.
Ma un giorno accadde che la biro dimenticasse la buona creanza, anzi, cominciò a sbraitare:
“Vattene via da me! Ma non capisci che mi soffochi?”
“Ma siamo nati insieme, siamo come gemelli”
“Macché gemelli…” rimbrottò la biro. “Sei una condanna, non un gemello. Sto bene quando non ci sei!”
“Ma se ti proteggo!” cercò di difendersi il cappuccio. “Senza di me sei più fragile. Se cadi e sbatti la punta del tuo nasino, non avresti più modo di fare uscire l’inchiostro. Invece io ti proteggo”.
La biro non volle sentire ragioni. Allontanò in malo modo il suo cappuccio e gli intimò di non avvicinarsi. Il cappuccio rimase in disparte, mortificato ma ubbidiente.
Passò la notte, e quando la bimba con i capelli rossi riprese in mano la biro, si accorse che non scriveva più.
“Mamma, mamma, la biro non scrive! Che faccio adesso?”
“Prova questa” rispose la madre passandole una nuova biro. “Quando le biro perdono il tappo, spesso seccano e non scrivono più.”
“Ma anche questa è senza tappo. E se muore anche lei?” obiettò la bimba.
“Non preoccuparti” disse la mamma. “La tenevo in un astuccio. Prendi quello lì” e indicò il cappuccio che era stato allontanato in malo modo. Poi prese la biro vecchia e la buttò nel cestino.
(di Stefano Re)

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Responses

  1. non bisogna mai affezionarsi alle cose…
    e a dire il vero, anche alle persone non bisognerebbe affezionarsi
    ma credo non faccia parte della natura umana.

    • Sempre efficace la tua lettura. (S.R.)

  2. Quando l’arroganza prevale sul buon senso, si finisce come la biro: nel cestino.
    Una bella favoletta con la morale acclusa. Se due oggetti, due persone stanno insieme, devono convivere serenamente altrimenti una delle due finisce male.

    • Soprattutto se così decide il Destino. (S.R.)

  3. Chi ha orecchi per intendere…..
    Non tutto si può fare da soli….

    • Ciao Fausta. Grazie per la tua saggezza. (S.R.)

  4. Buon Natale Stefano….attendo sempre il tuo finale….

    • E arriva presto. Sono in ferie! (S.R.) Buone feste

  5. Raccontino efficace e… di morale intrinseca. Buone feste, carissimo. Univers

    • Buone feste anche a te e grazie. (S.R.)


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