Pubblicato da: Stefano Re | 2 ottobre 2013

Il giornale si è rattristato

Il giornalista passò dal direttore. Lesse l’articolo e il direttore lo bocciò. Disse che si trattava di una notizia di poco conto. “Ma come”, fu la replica del giornalista. “Ne abbiamo parlato fino a ieri, ed ora che il problema si è risolto, non è più interessante?” “Bravo. È proprio così” disse tagliando corto il direttore. “Ai giornali interessano le brutte notizie, non il lieto fine”. Il giornalista si congedò salutando a fatica. Non sapeva cosa fare. Eppure non era assolutamente d’accordo con il suo responsabile. Aveva seguito il caso, ed ora che quel caso si era risolto con una buona notizia, il direttore gli negava anche un solo trafiletto. Si mise alla scrivania e cercò di escogitare un modo per convincere il direttore. Prese il giornale del giorno prima e lesse e rilesse quanto aveva scritto. Cercava un’idea. Lesse un’ultima volta ad alta voce e fece per chiudere il giornale. “Che c’è?” disse una vocina. Il giornalista si guardò attorno. “Chi parla?” chiese non vedendo nessuno. “Sono il giornale” “???” il giornalista rimase interdetto. “Non temere” aggiunse il giornale. “È che ti vedo triste, e di solito tu non lo sei. Mi spiace vederti così, anche perché di solito sono io quello triste” “Certo che sono triste” rispose il giornalista senza nemmeno ascoltare per bene chi o cosa gli stesse parlando. E aggiunse: “Sai quella notizia di cui ho scritto fino a ieri?” “Quella che stavi leggendo a voce alta?” domandò il giornale. “Sì. Il direttore vuole che non scriva alcunché sul lieto fine di quel caso” “Come mai?” “Perché dice che sui giornali ci vanno solo le brutte notizie, solo i casi che smuovono la curiosità, e ciò che finisce bene non è interessante. Ha detto proprio così” Il giornale rimase in silenzio. Poi a fatica aggiunse: “Ecco perché io sono sempre triste. E infatti la gente ormai mi legge a fatica e con rabbia. Meglio quei cosi nuovi, quel tablet o come diamine si chiama. Almeno quelli sanno offrire anche qualche svago”. Poi disse più niente. (di Stefano Re)

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Responses

  1. Mi sembra una metafora sensata quella che hai scritto.
    La gente vuol leggere solo cose tristi con la morbosità del guardone. Poi quando le difficoltà si appianano, non interessano più.
    Braco, bravo, bravo. Si dice così tre volte per affermare quanto sia bravo un autore?


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