Pubblicato da: Stefano Re | 19 marzo 2013

Bar

Assorto al bar
con la birra davanti
che ad ogni sorso stordisce
e non basta pensarci
se il mistero del senso
è nebbia che sfalsa i contorni.
Fuori il freddo
si tinge di nebbia
e gli alberi incanutiti di brina
mostrano rughe
come l’uomo che ha in memoria
l’immobilità del tempo
e attimi che piano
lo invecchiano.
Al fianco vecchi
giocano a carte
sbraitano, urlano,
ché nessuno vuole perdere,
io perdo speranza e fiducia
se non urlo abbastanza.
Più in là
dove c’è luce più fioca
come il fiato di un merlo che muore
qualcuno è ubriaco
e beve una gioia già persa.
“Dov’è Dio?”, dice
perché hanno detto che esiste
nell’irreprensibile silenzio
che è noia cercare.
Sigaretta via l’altra
e la nebbia di fumo
diffonde intorno
un puzzo marcescibile,
confonde,
e l’importante è arrivare
alla linea che demarca l’orizzonte,
che più t’avvicini,
rimane lontana.

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Responses

  1. il posto peggiore per volersi nascondere

  2. Il bar? Un porto di mare dove tutti ti notano.

  3. Ste, rileggiti Montale “vento sulla mezzaluna” perchè dialoga con la tua poesia!

    • Ehi Ali, sei sempre il genio che apprezzo. (S.R.)

  4. complimenti, veramente splendida..Buona Pasqua Stefano

    • Grazie e te e un caro saluto di stima. (S.R.)


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