Pubblicato da: Stefano Re | 19 febbraio 2013

Tre formiche

Le formiche hanno un’organizzazione invidiabile. Molto più avanti di qualsiasi sistema economico e ingegneristico che si rispetti. Ma nessuno sa quanto si confrontino per raggiungere tali obiettivi.
Un giorno, per capire meglio la quotidianità degli umani, tre formiche decisero di darsi due giorni, per scoprire qualcosa in più di quelle persone dai piedi giganti che chiamavano uomini.
Una si nascose nel frigorifero e cominciò a perlustrare tutto quello che stava lì dentro. Trovò l’ambiente molto interessante e cercò di portare qualcosa al villaggio. Ma le difficoltà a lavorare in un ambiente così freddo, la fecero desistere.
Un’altra si nascose nel forno, ma se prima sembrava un luogo estremamente austero, dove tutto si poteva guardare attraverso una finestra e il silenzio era fin troppo ovattato, d’un tratto le sembrò di morire. Lì dentro cominciò a tirare un vento fastidioso e in breve fece un caldo così torrido che anche le poche briciole che vi aveva trovato cominciarono a diventare nere e pericolose.
Scappò, con la paura di bruciare anche lei.
La terza si infilò, caso più unico che raro, nel naso di un omone dai piedi giganti, e in breve si ritrovò nel cervello di questi. Non era male, passavano tante informazioni, imparò tante cose nuove, riuscì anche a determinare, come in un videogame, quale arto si sarebbe mosso per primo e le piaceva saperlo in anticipo, ma quello che vide le sembrò estremamente pauroso. L’uomo viveva con moltissime paure, addirittura temeva la felicità di chi incontrava, sentiva la rabbia crescere come crescono i giri del motore di un’auto sportiva, ma soprattutto cercava di isolarsi, come se vedesse negli altri dei potenziali nemici. Era solo, non aveva maestri cui rendere conto e grazie. Le sembrò che l’amore passasse lasciando il posto a frustrazione e odio. Poi sentiva l’uomo ridere, ma dentro, in quel cervello che segnava tempi, spazi e nuovo progresso, capiva che l’uomo non sapeva perdonare.
Quando le tre formiche si ritrovarono per condividere le esperienze, l’ultima non parlò neppure un attimo di ciò che aveva vissuto, disse solamente:
“Andiamo dalla nostra regina, almeno noi abbiamo un bene più grande per cui vivere”.
(di Stefano Re)


Responses

  1. bellissimo il finale…la regina avrà cura di loro e chiederà in cambio solo la riconoscenza più naturale…
    vivere come gli animali non è poi così tremendo.
    il demone abita più facilmente l’uomo.

    un caro saluto Stefano
    c.

  2. domineranno il mondo?

    • No, quello è un racconto del mio omonimo Stephen King… ahahaha (S.R.)

  3. Veramente interessante è questa ricognizione nel mondo degli umani da parte di un mondo molto lontano da noi.
    Credo che l’esperienza più scioccante sia quella che ha perlustrato il cervello umano. Si è resa conto quanto sia distorto e differente dal loro e la chiusura è esemplare.

    PS. Il mi piace non funziona col mio browser. Consideralo come messo.

    • Ti ringrazio. Pensa che questa storiella l’ha scritta mio figlio (7 anni), io l’ho semplicemente fatta mia. (S.R.)

      • Allora ha compiuto un plagio? Comunque veramente graziosa.

      • Un plagio d’autore. (S.R.)

  4. dimmi a che indirizzo devo spedire il libro.
    ci tengo a una tua recensione, purchè sia libera da ogni compenso
    deve essere di sangue!
    🙂

    • ci mancherebbe che non sia libera da compenso. Non si guadagna con le recensioni, ahahaha (S.R.)

  5. non sentirti assolutamente obbligato, ci mancherebbe…in fondo potrebbe anche non piacerti.
    te l’ho spedito solo perchè me lo hai chiesto.
    ciao

    • Il libro è invece molto bello, ma sono abituato a lavorare bene e per farlo ci vuole tempo, non apprezzo le recensioni fatte senza prima somatizzare per bene i testi. Grazie. (S.R.)

  6. e sono io che ringrazio te, per questa calma necessaria, per la gioiosa sorpresa che so
    sarai in grado di donarmi.


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