Pubblicato da: Stefano Re | 23 ottobre 2012

SPOSALA E MUORI PER LEI di Costanza Miriano

Ci sono libri che durano il tempo della lettura e altri che continuano oltre l’ultima pagina.
Quello di Costanza Miriano, “Sposala e muori per lei” – Ed. Sonzogno, è uno di questi ultimi.
E’ un libro che segue il precedente: “Sposati e sii sottomessa”, secondo il dettato paolino della lettera agli Efesini: “Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore… E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei”.
La Miriano, in questa sua seconda fatica, parla ancora alle donne e dice concretamente che: “Se una donna vuole che un concetto arrivi alla testa, al cuore di un esemplare maschile della specie, al fine di influenzarne anche minimamente la condotta, le parole non solo non bastano ma a volte possono anche essere controproducenti. Aiutare l’uomo a migliorarsi ci sembra automaticamente rientrare nei nostri doveri base, tipo rispettare i semafori, medicare ginocchia sbucciate con cerotti a fiori, mettere la base satinante prima del fondotinta. Ma la modalità mamma ci rende insopportabili.” Ecco, per fare il bene dell’uomo, la donna deve stare sotto e quindi sostenere. Ma attenzione, sottomettersi non significa vivere passivamente il proprio genere, ma significa fare morire l’umanità per dare spazio alla grazia, perché, dice la Miriano, è sempre Dio che opera nel mondo e per il bene del mondo. E fino a qui sembra quasi un libro di cattolici bigotti, omofobi (parola che detesto perché costruita a parte dalle minoranze!), e invece è un libro di cattolici che propongono fino in fondo il vangelo e quindi la buona notizia, la libertà che responsabilizza e fa crescere. E il merito più grande della Miriano è proprio questo: suggerire quanto Dio ha messo nei generi umani, perché l’uomo e la donna sono diversi. Diversi e complementari.
Il libro, divertentissimo e pieno di episodi del quotidiano, è scritto molto bene, con una eleganza semplice ma efficace, infatti Costanza è giornalista professionista e quindi sa come veicolare i concetti, anche quelli più astrusi o comunque palesemente contrastati. Perché oggi l’uomo, la figura maschile, è attaccata da più parti.
La Miriano invita tutte le donne e gli uomini a riscoprire la virilità maschile, quella peculiarità tutta concretezza che è propria del maschio. Se il primo libro indicava alla donna l’accoglienza, qui l’autrice invita le donne a fidarsi della virilità maschile, dicendo all’uomo di prendere su di sé i colpi della vita e difendere chi gli viene affidato. E soprattutto guai a femminilizzare la figura maschile. Dice la Miriano: “Non si può offrire aiuto fraterno e sicurezza virile, non si può essere una tata e un generale insieme, non si può avere il coraggio di resistere a un capriccio e anche asciugarne le lacrime”.
E attraverso questo tratteggio che l’autrice conferma la bellezza del matrimonio, salvo insistere sul concetto che non esistono né l’uomo né la donna “giusta”, ma un uomo e una donna che senza sotterfugi, senza l’ambizione di ridurre l’altro a propria immagine e somiglianza, nel rispetto delle proprie caratteristiche (bellissimo quando la Miriano dice che la donna ama a cozza e l’uomo ad elastico) generano quell’ambiente che rende felici entrambi.
Un libro che suggerisco. Un libro che apre nuovi orizzonti, un libro che è un manuale sulla bellezza del matrimonio per lei e per lui, ben sapendo che “la grandezza di un uomo sposato non può prescindere da quella della sua donna, mentre a lei può succedere di trovare la sua grandezza anche vicino a un uomo non esattamente nobile”.
E chi compra e legge questo libro è una persona libera e che non teme quanto l’opinione pubblica tenta in tutti i modi di importi, perché la verità, quella che non si disgiunge dalla libertà, ha sempre bisogno di coraggio.

di Stefano Re

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Responses

  1. SEguo il suo blog ed è mia amica in FB, mi fa ridere! Talvolta un po’ radicale! BAci

  2. “la verità, quella che non si disgiunge dalla libertà, ha sempre bisogno di coraggio”.

    Hai ragione e condivido. Grazie!

  3. credo proprio che dovrò leggerlo…
    grazie per la segnalazione, Stefano!

  4. Non poteva scriverlo qualche decina di anni fa?

  5. Per me, invece, è stata una lettura decisamente noiosa, piena di luoghi comuni, classificazioni da “Cioè”, raccomandazioni da libro Cuore in salsa matrimoniale. Voto: 3/10

    • Rispetto la tua opinione e ti ringrazio per il contributo. Anche se non noto somiglianze tra Cioè e il libro Cuore. (S.R.)

  6. Mi ha incuriosito la tua recensione, anche se l’ironia di noi donne a volte mi esaspera. Però..insomma…sei convincente. Credo che lo acquisterò.

    • Secondo me ne vale la pena. E lo dico da uomo. (S.R.)

  7. Seguirò il tuo prezioso suggerimento!

    • Alessandra, ritengo sia un ottimo libro. (S.R.)

  8. Ho trovato interessante tanto il libro che la tua presentazione sincera e non stecchita come sono tante (troppe) recensioni. Il rapporto uomo donna ci può fare conversare (discutere?) a tempo indeterminato, sono due sensibilità diverse che debbono continuamente adattarsi e non sempre gli spigoli corrispondono.


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