Pubblicato da: Stefano Re | 17 settembre 2012

Versilia Rock City

Dopo aver incrociato un racconto di Fabio Genovesi sulla Lettura del Corsera, mi sono gettato (leggi etimologicamente: scagliato, lanciato; quindi auto-condotto con violenza verso…) in libreria con l’intenzione di ordinare il romanzo “Esche vive”.
Beh, non trovandolo, mi sono rifugiato nella lettura del primo romanzo di Genovesi, ossia “Versilia Rock City”. Sentivo la necessità di conoscere l’autore leggendo qualcosa che avesse un respiro più ampio. Così ho fatto e ho ingurgitato con estrema voracità le pagine del libro. Bello. Molto bello.
E mi sono divertito (leggi etimologicamente: deviare, volgere altrove), perché quel romanzo ti stravolge il credo.
Dici: ma guarda un po’ come siamo davvero, perché in quel romanzo si parla di luoghi comuni che non sono comuni. Pensi che lo siano, invece non lo sono.
Fabio Genovesi ci parla della Versilia, ci parla dei suoi luoghi, di Forte dei Marmi che per noi è un luogo ameno di vacanza, di vacuità, ma per chi ci abita è qualcosa di più. Lì, strano a dirsi, la vita continua anche dopo l’estate, e continua con personaggi che in fondo sono proprio noi quando non siamo in vacanza; o non sono noi, ma sono come vorremmo essere.
E ci sono personaggi che sembrano surreali, ma che in realtà non lo possono essere, perché vivono una storia che può essere quella del nostro vicino, quella del nostro ex compagno di classe, quello dell’amico di cui dici: “lo sapevo che finiva così”.
E si intrecciano storie tra adolescenza e crescita, tra adulti che sono costretti ad uscire dalla loro “zona di confort” per tornare ad essere veri, ma che non riuscendoci, giustificano quella prigione come l’opportunità che la vita gli ha donato. Ci sono Marius, ex dee-jay che non esce più di casa, Roberta, avvocato ormai perso nel mondo dell’artefatto (ma quanto è bella nelle parole dell’autore!), Renato che organizza viaggi esotici per chi non li “fa”, o Nello che è il genio che tutti vorremmo essere, ma la cui sregolatezza non ce lo permette.
Insomma, questo è un romanzo che non può non piacere.
Una pubblicità diceva che ci sono cose che piacciono alla gente che piace; questo è un romanzo che va oltre, un romanzo che piace anche alla gente che non piace, perché è un romanzo vero, crudo, nostro. Ed è un romanzo scritto con ironia e competenza.
Qualcuno ha paragonato questo romanzo a “Rimini” di Pier Vittorio Tondelli, io non vedo così tante somiglianze… vedo piuttosto che là dominava l’apatia, qui l’apatia è un rilancio su cui l’uomo deve scommettere.
“Versilia Rock City” è un romanzo che ti prende, che ti lascia ampi spazi di manovra, scritto con arguzia e con trovate letterarie molto singolari, (ci sono anacoluti che riprendono un linguaggio molto attuale); è un romanzo pieno di saggezza, ma quella vera, ironica, quella che passa tra le righe e incolla la tua attenzione. Non ci sono frasi da diario, da scrivere sulla cartella degli adolescenti, ci sono frasi che vanno al di là dell’emozione immediata, frasi che non ricorderai a memoria, ma che nella memoria avranno uno spazio fondamentale.
“Lo so bimbo, è una storia molto interessante, ma non te la chiederà nessuno. Perché quando ti chiedono cos’è successo, a loro gli interessa solo cosa è successo nel momento che è successo il casino, capito dove sta la fregatura? Non gliene frega un cazzo di quello che ti è capitato il giorno prima, o nella vita in generale. Giustizia vuol dire chiudere gli occhi e ingollare, capito?”
E secondo me, un libro così, va letto.

(recensione di Stefano Re)


Responses

  1. Dovremmo organizzare incontri con autori qui da noi!!!

    • Sarebbe bello, ma a Bià c’è una chiusura con gli “extracomunitari” come me… Per loro sempre Gaggianese sono! (S.R.)

  2. Bella recensione e acute osservazioni su questo autore, che conoscevo poco. Purtroppo leggere tutti e tutti quelli che riescono a trasmettere qualcosa sarebbe una fatica immane. Quindi a volte non resta che affidarsi a ottimi post come questo.

  3. Davvero interessante il tuo blog.

  4. non lo conoscevo, ora un po’ di più
    grazie

  5. Che belle queste recensioni così … personalizate!
    🙂

  6. E’ sempre un piacere leggerti!


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