Pubblicato da: Stefano Re | 11 luglio 2012

Dizionario di retorica

E’ con piacere che presento il Dizionario di retorica, Edizioni dell’Orso, del professor Sanzio Balducci, docente di Dialettologia italiana e di Storia della lingua italiana presso l’Università degli studi di Urbino “C. Bo”.
Un’opera che tutti dovrebbero avere e conoscere. (S.R.)

Perché la necessità di scrivere un dizionario di retorica?
Il progetto di scrivere un Dizionario di retorica si ricollega al mio amore per i dizionari e per la lessicografia in particolare, anche se questo dizionario è nato occasionalmente da esigenze editoriali. Nel panorama dei dizionari di retorica vi è scarsezza di offerta e soprattutto limitatezza dei lemmi proposti: si tratta molte volte di dizionari di retorica e di stilistica le cui singole voci pur ampie nella trattazione si presentano in un numero piuttosto scarso. Ho cercato di ampliare al massimo il numero delle voci, comprese quelle latine che sono di uso abituale nelle analisi retoriche.

Quali sono le novità di questo dizionario?
Oltre al numero (più di 2000 lemmi) ho curato gli esempi illustrativi, cercando di non ricorrere alle solite citazioni; per questo ho utilizzato gli scrittori recenti, i testi delle canzoni degli ultimi cinquanta anni, la Bibbia, ecc.; ho evitato di costruire ‘a tavolino’ i vari esempi. Altro elemento di novità è l’ampio spazio dato ai sinonimi che in retorica sono veramente tanti e alla molteplicità semantica, fonte di incomprensioni; da questo lato mi sono servito abbondantemente di rinvii. Ho curato la retrodatazione di ogni voce e molto spesso la retrodatazione dei molteplici significati di ogni singola voce; in pratica, ho cercato di documentare da quando è entrata quella voce (o quel significato particolare della voce) per la prima volta nella lingua italiana. Infine ho dato la traduzione delle voci nelle sei lingue più conosciute: greco e latino (utili per la conoscenza etimologica), francese, inglese, spagnolo e tedesco.

A chi è indirizzato questo tuo dizionario?
Non vi è un destinatario preciso; è evidente però che si rivolge a tutti coloro che vogliono approfondire la conoscenza tecnica dell’uso della lingua, parlata e scritta, a chi ama la poesia, il bel parlare e il bello scrivere. Come ogni dizionario, anche questo è un supporto per comprendere meglio ciò che si dice, ciò che si ascolta e quello che si legge.

Dalla tua esperienza, quale attenzione c’è oggi per la retorica?
Debbo dire che questo settore da ormai sessanta anni gode di particolare e crescente attenzione e di grande interesse. Dopo aver abbandonato il pregiudizio che retorica si identifica con ampollosità, tronfiaggine, vuoto o imbroglio, ci si è resi conto che nella comunicazione interpersonale è di fondamentale importanza il saper dire ciò che si vuol dire, aldilà delle strategie imbonitrici. Ogni messaggio, per poter arrivare al destinatario, deve nascere in un ambiente che ne condivida le idee portanti e le modalità: non basta che una cosa sia vera, ma deve apparire vera e io debbo creare tutte quelle condizioni che ne facilitino l’accoglimento, anche nella sua formulazione linguistica.

Ritieni fondamentale insegnare nelle scuole dell’obbligo questa materia?
Non tanto, credo, ci voglia una specifica materia d’insegnamento; ma la conoscenza della retorica antica e moderna deve far parte del bagaglio tecnico di ogni insegnante. Non c’è scrittore o oratore, scarso che sia, che non abbia usato le sue strategie retoriche, ed è giusto che i ragazzi possano capire questi meccanismi, per capirli, per difendersene e per usarli a loro volta. La retorica non è un di più del discorso, è il discorso stesso.

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Responses

  1. Dizionario curioso ma presentato in maniera intelligente.
    Un saluto

  2. Credo che vada bene per l’università, a lettere moderne. Intesa così la retorica perde totalmente la sua accezione negativa di costruzione a effetto e l’artificio rimane arte: è proprio quanto vogliamo. Auguri e complimenti.

    • l’accezione è secondaria e puramente circostanziale… questo è il significato di retorica, l’altro è pragmatica.

  3. La cultura è tesoro prezioso da coltivare sempre.
    Un caro saluto.

  4. complimenti, Stefano, e grazie per la presentazione…
    *i dizionari* sono opere di cui non si può fare a meno, assolutamente!

  5. Ritengo che per chi ama la scrittura sia uno strumento molto utile! La retorica è un’arte, c’è chi dice della persuasione e dell’inganno, io non sono d’accordo…

  6. Il lavoro sistematico che c’è dietro ad un dizionario (fatto bene, intendo!) è sempre ammirevole perchè coraggioso nella sua pretesa di organicità. Questo dizionario è anche uno strumento “moderno” nella sua parte atipica: per gli esempi insoliti che vengono scovati dall’autore e proposti al lettore, perchè contiene tutta una parte di puntuali retrodatazioni e rimandi alle lingue straniere. Bello e consigliato!!!! Scrivo così perchè ce l’ho 🙂 Giovi.

  7. Cito da Wikipedia

    *La retorica è l’arte di persuadere mediante i discorsi.
    La retorica è l’arte di parlar bene (dal greco ῥητορικὴ τέχνη, rhetorikè téchne, «arte del dire»). Essa è la disciplina che studia il metodo di composizione dei discorsi, ovvero come organizzare il linguaggio naturale (non simbolico) secondo un criterio per il quale ad una proposizione segua una conclusione. Sotto questo aspetto essa è un metalinguaggio, in quanto cioè un «discorso sul discorso».
    Lo scopo della retorica è la persuasione, intesa come approvazione della tesi dell’oratore da parte di uno specifico uditorio. Da un lato, la persuasione consiste in un fenomeno emotivo di assenso psicologico; per altro verso ha una base epistemologica: lo studio dei fondamenti della persuasione è studio degli elementi che, connettendo diverse proposizioni tra loro, portano ad una conclusione condivisa, quindi dei modi di disvelamento della verità nello specifico campo del discorso.*

    Riportato questo, bene arrivato al testo del Prof. Balducci che ritengo importante per tutti coloro che si occupano della parola, della comunicazione. Lo consiglio vivamente ai docenti di ogni scuola ordine e grado, considerato l’abbassamento terribile delle capacità espressive, il livello bassissimo dell’uso della parola sia scritta sia verbale, che dimostrano i giovani universitari.
    Cari saluti.

    • Grazie per il contributo ben argomentato. (S.R.)

  8. L’ha ribloggato su Nebbia e risaiee ha commentato:

    Ripropongo una vecchia intervista al professor Sanzio Balducci. (S.R.)


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