Pubblicato da: Stefano Re | 16 giugno 2012

Kandinsky, ovvero il genio

Premetto che Kandinsky non è il mio pittore preferito, e quindi ciò che scrivo non vuole esserne una apologia. A lui preferisco, e di gran lunga, Munch.
Ma una questione che mi è sempre rimasta aperta è la seguente: come può un docente di diritto romano, fare un’arte come quella di Kandinsky? Come può un uomo che insegna diritto, sfiorare la perfezione dell’anima che fa vivere i colori e a trasformarli in opera d’arte? Come può dare sviluppo ad un’arte non figurativa?
Poi incrocio un suo pensiero, e la domanda fin lì aperta si chiude in una piacevole risposta: Kandinsky è un genio. Ecco cosa scrisse in “Sguardi sul passato”
“Tutto ciò che era inerte, fremeva; tutto quello che era morto, riviveva. Non soltanto le stelle, la luna, le foreste, i fiori tanto cantati dai poeti, ma anche il mozzicone nel portacenere, il bottone di madreperla che vi fissa dal ruscello, bianco e paziente, il filo di corteccia che la formica stringe con tutte le sue forze e trascina fra l’erba alta, verso mete indeterminate e importanti … Tutto mi mostra il suo volto, il suo essere profondo, la sua anima segreta che tace più spesso invece di parlare. Fu così che ogni punto, ogni linea immota o animata per me diventavano vive e mi offrivano la loro anima. Questo bastò a farmi scoprire, con tutto il mio essere e con tutti i miei sensi, le possibilità dell’esistenza di un’arte da determinare e che oggi, in contrasto con l’arte figurativa, è chiamata “arte stratta””.
Ecco che Wassily Kandinsky ci spiega quello che c’è nelle sue opere, e con lui mi devo aprire a quel profondo di cui parla.

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Responses

  1. interessante, anch’io mi chiedo spesso com’è possibile che in azienda da me i maggiori fruitori ed estimatori di poesia, siano gli esperti informatici.
    l’arte e la sua necessità non hanno confini

  2. Lo sguardo dei geni e degli artisti riesce a cogliere ed esprimere l’anima segreta del mondo che ci circonda che noi, grazie alle loro opere, riusciamo almeno ad intuire.

  3. Kandinsky è un genio ma il mio gusto sulla sua pittura si ferma alle improvvisation, a lui preferisco Klee (dal primo all’ultimo quadro).


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