Pubblicato da: Stefano Re | 25 maggio 2012

Barbara Gabotto sulla poesia

Nella rubrica: “Ospiti (si parla di poesia), intervisto Barbara Gabotto.
Barbara ha pubblicato qualche suo testo in antologie di poesia, ma soprattutto le poesie le canta. Si tratta di testi non suoi ma di altri, testi che Giacomo Guidetti mette in musica per il duo (Gabotto – Guidetti) “Poemus” (stesso nome hanno il cd pubblicato e il sito che, con Giacomo, Gabotto cura sulla poesia per il web).
Ha fatto la regia di alcune pieces di teatro di poesia (per Mariella De Santis, Alina Rizzi), e ha scritto un testo teatrale su Pavese, rappresentato allo Spazio Oberdan. Su alcune poesie e su alcune musiche Barbara Gabotto ha realizzato dei quadri e da questi dei video.

Perché è importante la poesia?
La poesia è importante come tutte le arti, e come tutte le arti riesce a comunicare in un modo che sfugge al controllo, ti dice cose che non conoscevi o se le conoscevi non saresti stato in grado di esprimere, te le fa capire meglio, anche quando quello che capisci forse non corrisponde effettivamente a ciò che viene “detto”, ma poiché lo fa in un modo che ti emoziona ti spinge a riflettere, a pensare e ti fa riscoprire com’è bello farlo.

Come mai oggi la poesia, rispetto ad altre forme di comunicazione come la televisione, il romanzo, il cinema, ecc, entra con difficoltà tra i piaceri della gente?
Per alcune di queste forme, come la televisione, la loro fortuna credo sia legata all’estrema facilità di fruizione: ti entra in casa, basta accendere un apparecchio e puoi pure non ascoltare, ma può anche all’improvviso catturare la tua attenzione, ne ha l’opportunità. Sulle forme che richiedono una minore passività credo che incida molto l’effetto facile dell’intrattenimento. Certamente la poesia è un linguaggio non semplice, ma spesso viene proposta anche in modi assolutamente non coinvolgenti, per non dire noiosi, in luoghi frequentati sempre dalle solite persone, quelli che già s’interessano alla poesia. Si può dire che non ci sono altri luoghi disponibili ad ospitarla, è vero, ma il riuscire a raggiungere un nuovo pubblico da sensibilizzare richiede dei progetti ben studiati e non necessariamente pensati dai poeti stessi, come in genere accade, è un mondo troppo chiuso in se stesso. Se non si ha neppure l’opportunità di raggiungere qualcuno, che poi può anche decidere di non essere interessato, non c’è alcun futuro.

Qual è la poesia (o l’autore) che ha segnato il tuo percorso artistico?
La poesia mi ha affascinato quasi immediatamente, fin dalle elementari. Adoravo imparare le poesie a memoria perché la loro sonorità non banale, non simile a quella delle canzoni o delle filastrocche, mi emozionava e mi piaceva ripeterle. Forse per questo i primi preferiti sono stati Pascoli, Leopardi e Foscolo, più tardi Pavese e Neruda. Ma nella mia scrittura credo che non si trovi traccia di nessuno di loro, non solo per l’abissale distanza qualitativa, ma proprio perché scrivo altre cose in altro modo e non ho mai tentato d’imitarli.


Responses

  1. “Certamente la poesia è un linguaggio non semplice, ma spesso viene proposta anche in modi assolutamente non coinvolgenti, per non dire noiosi, in luoghi frequentati sempre dalle solite persone, quelli che già s’interessano alla poesia. Si può dire che non ci sono altri luoghi disponibili ad ospitarla, è vero, ma il riuscire a raggiungere un nuovo pubblico da sensibilizzare richiede dei progetti ben studiati e non necessariamente pensati dai poeti stessi, come in genere accade, è un mondo troppo chiuso in se stesso. Se non si ha neppure l’opportunità di raggiungere qualcuno, che poi può anche decidere di non essere interessato, non c’è alcun futuro.”

    Ecco, condivido tutto, ma questo passo credo che sia molto esaustivo sullo stato della poesia qui da noi.

    Grazie, Barbara e Stefano
    cb

  2. è vero, la poesia già dalle elementari si infiltra nella nostra memoria per lasciare traccia del suo passaggio musicale, infatti grandi poeti di un tempo come il Carducci e quelli menzionati sopra, si imparano volentieri a memoria, e questa è una cosa bellissima!
    il mondo dei poeti è un’elite a parte, tenderà sempre ad isolarsi perchè il suo compito è quello di osservare il mondo e la natura con occhi bambini, e io rispetto questa intimità che si rivela con discrezione ma anche con necessità.
    (il mio pigmalione, in questo campo, è e resterà sempre Dino Campana!)

    Una buona giornata, Stefano
    carla

  3. Grazie Cristina e Carla. (S.R.)


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