Pubblicato da: Stefano Re | 15 aprile 2012

William Congdon

William Congdon nacque il 15 aprile del 1912, precisamente 100 anni fa, a Providence Rhode Island. Si cimenta subito con la pittura e con la scultura, ma è con l’entrata in guerra degli Stati Uniti che arruolandosi ha il duro confronto con i lager, visto che sarà tra i primi, nel 1945, ad entrare in quello di Bergen Belsen, rimanendone sconvolto. Da lì comincia una lunga e travagliata riflessione sul mistero del male, che lo accompagna per quasi tutta la vita. Tornato in America, ben presto il pittore l’abbandona, tradito da essa a causa di un dilagante spirito commerciale e di un’ignoranza nei confronti di principi che egli abbraccia come necessari. Nonostante il successo negli Stati Uniti, decide di trasferirsi a Venezia dove rimane per circa un decennio. Comincia numerosi viaggi in Europa e in Africa, ed è in questo periodo che la sua opera comincia ad essere apprezzata e la sua figura ad imporsi come una figura determinante per la pittura tout court. Ma la sua ricerca sull’origine ingiusta del male lo attanaglia e continua a provocarlo, quasi lo ferisce. Nel 1959 viene a contatto con la spiritualità francescana, e abbraccia la fede cattolica ricevendo il battesimo ad Assisi.
“William si è suicidato” è l’accusa di chi non è d’accordo con la sua scelta, che in breve lo condanna ad un isolamento dalla “cultura che conta”. Morirà sempre il 15 aprile del 1998, a 86 anni a Gudo Gambaredo.
Proprio per il suo percorso di ricerca spirituale e per gli orrori del male su cui ha soffermato la propria riflessione, il Crocifisso era per lui un’attrazione di ricerca, che si completava in opere “impastate di materia e spirito, di colore e sangue, incisi, spatolati e modellati più che dipinti” (da un articolo di Luca Frigerio)
Congdon è un artista di quelli che vanno oltre l’arte, uno che si affacciava sull’abisso eterno, e come diceva lui, “non per osservare, ma per essere”.


Responses

  1. Ottima rievocazione di un artista alla ricerca di se stesso dopo aver sfiorato i mali del mondo.
    Un saluto

  2. la suggestione opera alivelli diversi
    ora parola ora colore e forma
    l’artista sente rintoccare in lui gli accordi e ne registra il senso.

  3. Bellissime le sue opere, profonde e piene di spiritualità. Quel crocifisso esprime tutta la sofferenza del mondo!

    • E sono d’accordissimo con te. (S.R.)

  4. molto interessante questo tuo post su una figura umana così profondamente segnata dal dolore e dal male del mondo (provocato dall’uomo e insito nell’uomo)…
    è un riallacciamento al pensiero di Cioran, all’importanza dell’esperienza, che segna l’uomo.

    un caro saluto
    c.

    • Spesso un’esperienza crudele, anche se la vita merita sempre d’essere vissuta. (S.R.)


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