Pubblicato da: Stefano Re | 6 aprile 2012

Aprile

Svegliarsi tra la nebbia, a ridosso delle risaie, è un regalo di questo aprile, che Eliot chiamò crudele.
Io invece sono grato a questo mese in cui nacqui.
Questo mese in cui oggi, nemmeno il sole, è riuscito a scalfire la coltre di nebbia che vela il mistero, quel mistero pasquale che per anni si posa nel cuore dell’uomo, e che una risaia, come un lago o il mare, lascia alla vista il tempo e il modo di rifletterci sopra. E in quel mistero, segreto dei segreti, c’è la proiezione di ogni vita. La mia, la tua, come un ultimo sorriso che il malato, dal letto di morte, dona ai suoi cari.


Responses

  1. aprile è un dono, come tutti gli altri mesi
    spetta a noi aggiungere ricchezza

    un caro saluto Stefano

  2. Aprile è un mese particolare. Lo si coglie dalle tue parole evocative e dal tuo festeggiare, in modo personale, il compleanno.
    Un caro saluto e gli auguri di una pasqua serena.
    ^____^

  3. ogni giorno è un dono che dobbiamo gustare.
    Aprile è un mese della rinascita della natura e dell’uomo.
    Un saluto

    PS la data 16 maggio è buona per il Caffé letterario?

    • ok il 16 maggio. Ciao (S.R.)

      • Mi spiace chiederti una vairiazione nella data ma non mi ero accorto che il 16 maggio era già impegnato. potrebbe andare bene il 23?
        Un saluto

  4. Scusami, Stefano, Non il 16 ma il 23 maggio. Il 16 è già prenotato da Annita

  5. Caro Stefano,
    ti lascio i miei più sinceri Auguri di Buona Pasqua
    monica

  6. nebbia e risaie, il mistero pasquale, il segreto dei segreti, la proiezione di vita, e tu li in mezzo senz’ali mi fai pensare a un angelo ” Chi cerchi?”

  7. Un banchiere sempre pronto al credito.

    Un fisosofo italiano, Agamben, ha suggerito tempo fa di guardare alle correlazioni tra linguaggio ecomomico e religioso. Pitis, il termine usato per indicare la fede, indica anche-nelle disastrate banche greche-il “credito”. E parole come “risarcimento”, “amministrazione”, “economia”, passano spesso dalla sfera del denaro a quella delle anime e della fede. Si amministrano i sacramenti, si sperimenta il risarcimento in cielo delle sofferenze (speriamo), si è sottoposti a una economia di peccati e redenzione (strana, per fortuna). Da qui l’idea che siamo in un momento in cui al nuovo Dio Mercato FInanziario si tributa una specie di devozione religiosa. A tale nuovo Dio nato nei nostri tempi si devono fare sacrifici, per Lui ci sono sacerdoti. Perchè la sua Economia di salvezza resti nelle nostre case si è chiamati a conversioni di mentalità. Qualcosa di vero c’è in questa grande suggestione. Da sempre l’uomo vive la storia anche come Teogonia, lotta tra dei. Ne sono piene le pagine della grande letteratura e della Bibbia. Il nuovo Dio mercato ha fatto fuori altri dei, come del resto aveva previsto l’Eliot dei CORI da “La Rocca” quando vede che gli uomini sembrano abbandonare il Dio cristiano per Nessun Dio, salvo Usurai, Lussuria e Potere. C’è un “però” che si oppone e corregge questa lettura. Il Dio Gesù non è affatto un esattore esoso nè un bancario cerbero con noi grandi debitori. E il sacrificio-supremo-lo fa Lui, è lui ad avere fede in noi, ad aspettare un nostro sì. Un’apertura sempre nuova di credito.
    Davide Rondoni

    Ciao Stefano
    Scusami se mi sono permessa. Ma quando l’ho letto mi ha colpito molto e ho pensato a te.
    Questo è l’unico modo cho qui ho potuto comunicartelo.
    Anche se in ritardo.
    BUONA PASQUA
    Chiara Borroni

    • E hai fatto benissimo. Un caro saluto (S.R.)


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