Pubblicato da: Stefano Re | 30 marzo 2012

Adele Desideri sulla poesia

Eccoci al sesto appuntamento della rubrica:”Ospiti (si parla di poesia)”
Adele Desideri è nata a Torino. Oltre ad essere poeta, svolge attività di critica. Ha vinto numerosi premi tra cui il “Lorenzo Montano” per editi e inediti. Le sue poesie oltre ad essere raccolte in autorevoli pubblicazioni, sono state pubblicate su numerose riviste.

Perché è importante la poesia?
Tra le diverse arti, ritengo che la poesia meglio rappresenti l’equilibrio tra suono e significato, tra ritmo e melodia, tra realtà e Spirito. La musica è priva di parole, la prosa non possiede musicalità, l’arte figurativa si esprime per immagini visive: la sento come, in fondo, un’arte “muta”. Nella poesia, invece, trovano sintesi sia l’elemento semantico, sia quello musicale, sia quello più propriamente linguistico-metaforico.
Il poeta riesce a esprimere quello che l’uomo comune sente in modo oscuro; i temi trattati dalla poesia sono, in fondo, da secoli sempre gli stessi: i sentimenti, la natura, la divinità.
Ma il poeta possiede “le parole per dire” tutto questo, e per dirlo suscitando nel lettore il senso della Bellezza, e il conseguente sentimento di stupore, di commozione.
La poesia è anche un’arte estremamente pedagogica. Insegna il rispetto, la riflessione, la pazienza, e, soprattutto, l’umiltà.

Come mai oggi la poesia, rispetto ad altre forme di comunicazione come la televisione, il romanzo, il cinema, ecc, entra con difficoltà tra i piaceri della gente?
La poesia non è di facile fruizione. Pretende silenzio, attenzione, meditazione. È come la preghiera: necessita di “orecchie e occhi del cuore”. La poesia è l’antitesi del rumore, della prosaicità, della velocità. L’uomo contemporaneo si è purtroppo abituato a consumare ogni bene in fretta, e non è più capace di impegno, non possiede più la dimensione dell’attesa.
Inoltre, la poesia implica sempre uno sguardo verso l’Oltre, verso una qualche forma di trascendenza. E l’uomo contemporaneo è invece ingabbiato in un’immanenza cieca, in una contingenza sorda, in un quotidiano segnato da ritmi veloci, frenetici.
La poesia entra – e permette di entrare – in un tempo senza tempo, ed è pure, comunque, sempre anche molto radicata nel “suo” tempo. L’uomo contemporaneo, d’altronde, vive il proprio tempo come se fosse l’unico tempo della storia dell’umanità: un tempo che quasi non ha passato, né futuro.
La poesia è la più acerrima nemica della superficialità, che oggi dilaga ovunque.
È gemella, la poesia, della solitudine interiore; mentre l’uomo contemporaneo vive per lo più la dimensione della folla: è solo, non in solitudine. Ma pensa di sconfiggere la solitudine – che teme – stando, solo, in una folla.

Qual è la poesia (o l´autore) che ha segnato il tuo percorso artistico?
La vita, le memorie, i testi dei grandi scrittori mi hanno sempre illuminato, aiutandomi spesso a capire il perché dei comportamenti del genere umano, e le motivazioni profonde del mio modo di vivere la passione del leggere e dello scrivere: la letteratura è stata per me, fin da piccola, un’ossessione, quasi una nevrosi.
Degli studi classici mi rimangono impressi l’ Edipo di Sofocle e la Medea di Euripide, I dolori del giovane Werther di Goethe, Leopardi, Emily Dickinson.
Letture forti sono state quelle di Dostoevskij e di Tolstoj. E poi la tradizione del romanzo classico, russo e francese, dell’ottocento e del primo novecento, e italiano, da Manzoni a Verga a Pirandello.
In età adulta, riferimenti importanti sono stati David Maria Turoldo, Luzi, la prima Merini, e la poco conosciuta Fernanda Romagnoli.
E poi la Bibbia: il primo capitolo di Genesi, il Carme del Servo di JAWE (Isaia 53), il Qoelet, il Cantico dei cantici, il Magnificat (Lc 1,46-55), l’inno paolino alla Carità (1Cor.13), il grido di Gesù “Eloì, Eloì, lemà sabactàni” (Mc 15,34).
Insomma, non ho avuto un unico maestro, ma molte voci che credo di avere interiorizzato a poco a poco.
Sto rileggendo Dante, la Divina Commedia: non l’ho amato, da studentessa, perché la mia professoressa di Italiano, al liceo, lo rendeva estremamente noioso. Ma in questa rivisitazione “adulta” mi sto accorgendo che l’influenza del grande scrittore toscano è stata intensa: inconscia, e perciò tanto più pregnante.

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Responses

  1. Ciao Stèph,
    sono di fretta … ma vorrei segnalarti il sito di Loretta Stefoni … scrive poesie.
    A me piacciono molto.
    Fatti un giro nel suo sito:http://nellarugadeltempo.blogspot.it/
    Bacio
    Cri

  2. Concordo sul fatto che la poesia richieda una attenzione particolare. Non sempre tale necessità le viene riconosciuta.
    Un caro saluto.

  3. Molti scrivono poesie, ma pochi sono veramente poeti. Scrivere versi in maniera sensata ma che possa trasmettere un messaggio non è facile. Si passa dalle banalità a qualcosa di tanto cerebrale che diventa incomprensibile.
    Comunque meritevole è la tua iniziativa di parlare di poesia con i diretti interessati.
    Un caro saluto.

    PS nel calendario del Caffè Letterario sono rimaste scoperte due date, 11 e 25 aprile, perché sia Alessandra Bianchi sia bricolenellatte ha chiesto di passare la mano. Credi o vuoi coprirne una? Fammi sapere qualcosa

    • Grazie per il tuo commento. Direi per il Caffé, di fissarmi anche la data del 25 aprile. (S.R.)

      • Okay. Ti ringrazio. Rimane scoperta solo 11 aprile.
        Grazie per la disponibilità

  4. In questa intervista emerge lo spessore e la cultura della tua splendida ospite

  5. bah, la poesia richiede sforzo. E nessuno si sforza più di nulla che non sia far soldi, ingrassare, inseguire infarti… per quello non si legge più… a meno che i poeti non abbiano il buonsenso di crepare mentre esce un loro libro, dopo aver vinto il nobel.

  6. piacevolmente colpita da quanto ho letto, ringrazio

  7. Buona Pasqua Stefano!

  8. E’ vero la poesia è musica che risveglia emozioni assopite dentro di noi…

  9. E poi come non essere d’accordo quando la tua ospite fa i nome di Padre Turoldo, della Merini e sulla rilettura della Divina Commedia…

  10. Il tuo blog è a dir poco stupendo…Scusami se ti ho inondato di commenti, ma quando provo entusiasmo in una lettura…

  11. la poesia è sguardo oltre
    è parola che vive
    ma non tutto è poesia
    non basta andare a capo
    e far rimare cuore con amore.

    è il linguaggio dell’anima
    bisogna conoscerlo e frequentarlo
    per potersi esprimere e comprenderlo

  12. Molto, molto interessante, devo averla conosciuta questa donna, ricordo il suo nome e la sua presenza.
    mi sono salvata il post, condivido in pieno il suo pensiero e le sue letture.

    Buon giorno 🙂

    • Sono felice per il tuo entusiasmo.
      Se vuoi partecipare come ospite alla rubrica, attendo le risposte alle tre domande. (S.R.)

  13. 🙂
    ci penserò nel lungo week end che mi attende….
    grazie!

  14. non ho capito dove devo scriverle, queste risposte alle tre domande…

  15. ciao so che non mi conosci ma ho letto ciò che hai scritto e mi ha colpito molto…io sono appassionata di poesie,quando leggo mi sento attratta da quelle parole che intorno a me c’è solo poesia ogni giorno leggo un libro di poesie di tutti i generi e piu leggo e piu capisco che la poesia è una cosa meravigliosa in cui puoi sentire emozioni e sensazioni che non si possono spiegare ma solo tu puoi provare…. io quando leggo mi sento un altra persona riesco a spiegare ciò che il poeta vuol dire in quelle righe riesco a provare un qualcosa inspiegabile e come se la poesia mi attraesse….a volte mi chiedo come mai tutto ciò! ma nessuno mi sa spiegare il motivo e quindi lo chiedo a te hai una spiegazione a tutto ciò? aspetto una tua risposta e spero di averla a presto e grazie!


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