Pubblicato da: Stefano Re | 27 marzo 2012

Adriana Gloria Marigo sulla poesia

E siamo al quinto appuntamento della rubrica: “Ospiti (si parla di poesia)”.
Adriana Gloria Marigo è nata e vive a Padova. E’ stata insegnante elementare e si occupa ora di poesia a tempo pieno curando eventi, reading e continuando la sua attività di autrice. La sua prima raccolta poetica “Un biancore lontano” è uscita per i tipi di LietoColle, 2009.

Perché è importante la poesia?
La Poesia è un modo altro di decifrare il mondo, di stare nel mondo. Quindi, di costruire il mondo con un movimento complesso che non si accontenta di riempire, ma attribuendo costantemente senso. Cercando il grado più elevato di senso. Per fare ciò usa la parola, come ogni altro linguaggio che la usa, ma è il modo di impiegarla (o piegarla?) che la rende Poesia e di conseguenza portatrice di un valore ulteriore che sottolinea, incrina, scalza, ribalta, sovverte il già dato per proporre uno scenario nuovo su cui appare un di più di sentimento e ragione che sono anche testimonianza di dove sta andando l’uomo come individuo e come appartenenza a un tempo e a una società.
Sotto la superficie di una bellezza stupefacente, Poesia ha il volto dell’etica e con essa lavora per i valori dell’uomo e nel silenzio, valore oggi disprezzato, cresce parole sacre per gli uomini di domani. La morte della Poesia non sarà mai decretata.

Come mai oggi la poesia, rispetto ad altre forme di comunicazione come la televisione, il romanzo, il cinema, ecc, entra con difficoltà tra i piaceri della gente?
La Poesia ha sempre sofferto del pregiudizio di essere “per pochi” e “di pochi”. I più l’hanno contornata di una riza ostica, poiché incapaci di entrare dentro la materia densa, incandescente, ustionante che realmente le appartiene. La Poesia usa una lingua particolare che comunica almeno su due piani contemporaneamente, strettamente coinvolti con i versi che stabiliscono tra essi e il lettore una relazione molto biunivoca.
La lettura di un romanzo, per quanto avvincente sia, per quanto rapisca il lettore entro la storia, lascia uno spazio di decantazione tra la narrazione e chi legge, in quanto non lambisce le particelle elementari del sentimento, né quelle della ragione. Mentre il romanzo provoca un pathos sufficientemente significativo per restare nella memoria, la Poesia possiede un carattere in più: si dirige direttamente entro la sensibilità fine tanto da farci sentire essere noi incarnazione di quel verso.
Sotto la superficie del verso bello, dell’impatto emotivo, la Poesia ci trascina nelle profondità oceanine della psiche, ci getta d’un sol colpo davanti allo specchio di noi, ci interroga senza concessioni. Il fraseggio della prosa è una mediazione: ci dà il tempo di rimandare ad altro momento l’incontro con noi stessi, a procrastinare il j’accuse.
Lo sa bene la televisione, che non produce catarsi ( propria del teatro e della poesia), ma obnubilamento.

Qual è la poesia ( o l’autore) che ha segnato il tuo percorso artistico?
Frequentavo la prima elementare dalle suore Salesiane. Subito dopo Natale mi ammalai gravemente di broncopolmonite, persi l’anno scolastico. Trascorrevo lunghe giornate in casa, sapevo già scrivere e leggere; il libro di lettura non era sufficiente e nemmeno le fiabe, che mi annoiavano. Iniziai a leggere qui e là le antologie d’italiano di mia madre. Vi trovai racconti e stralci di romanzi che mi conducevano in un sopramondo. Ma ciò che mi attraeva erano le poesie: quella loro forma allungata, quella sensazione di spirale che avvertivo mi rapivano e così lessi per la prima volta “Valentino”. Il viaggio tra prosa e poesia continuò felice negli anni successivi delle elementari finché, a quattordici anni, una poesia arrivò come folgore: “ Meriggiare pallido e assorto”.
Da lì cominciai la lettura degli Ermetici, di cui mi innamorai, poiché vi ritrovai il mio bisogno di rarefazione.
Montale è il poeta che continuo a leggere anche oggi. Ma le provenienze si dipanano da lontano: Dante, Leopardi. E tra i contemporanei Borges, Cvetaeva, Campo, Cappello di cui “Lettera per una nascita” mi commuove e rasserena.


Responses

  1. In questa intervista si comprende molto bene quanta passione e amore ha la tua splendida ospite per la Poesia!

    bellissima!!!
    Buona giornata e grazie per tutto quello che ci regali Stefano!

  2. me lo sono riletta con gusto e rinnovo i complimenti🙂

  3. Ho appena terminato un corso sulla lettura della poesia…come è difficile definirla, spiegarne i motivi per cui si scrive e si legge…

    • Difficilissimo. Ma tu, quando mi riporti la tua esperienza? (S.R.)

  4. “Montale è il poeta che continuo a leggere anche oggi.”
    Quanto la capisco…

    Un saluto!
    Q.

    • Montale è un poeta che insegna. Tutto Montale! (S.R.)


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