Pubblicato da: Stefano Re | 24 marzo 2012

Vista la domenica di Lazzaro…

una mia poesia tratta dal mio libro: “Per una Siloe privata”, ed. Lietocolle. (S.R.)

Non è la morte che mi spaventa
né il suo vigliacco destino
né il niente
o il tutto
che quella morte
come tenda squarciata svela,
né il mio passare inosservato
o la stasi
di ore sbattute come imposte dal vento.
Non è l’incedere a zoppia di un brutto male
o la noia di un singhiozzo
o ciò che tu deciderai che sia…
Ma quello che nei versi non si dice,
che la parola non traduce,
quello che negli alibi notturni scuote,
il silenzio assenso che si rovescia
lento
nella mia precarietà.

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Responses

  1. quello che si rischia di perdere, e da il senso di non avere vissuto pienamente

  2. splendida e tragicamente vera

  3. Sempre molto belli e molto veri i tuoi pensieri….mi ci ritrovo…

  4. questa poesia è molto bella, davvero. è bello vedere le parole usate bene, in tutta la loro potenza e possibilità.


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