Pubblicato da: Stefano Re | 20 marzo 2012

Una bella arancia

Era una bella arancia. Grande, succosa e colorata.
Così il bambino con i capelli rossi se ne impadronì immediatamente.
La prese dal frigorifero senza nemmeno sceglierla. Gli venne naturale tanto era bella e grande. Se la passò tra le mani e la mise sul tavolo, pronta per mangiarsela appena avesse finito la bistecca che già fumava nel piatto. Ma l’arancia non era dello stesso avviso. Non voleva essere mangiata.
Aveva fatto di tutto per sfuggire dalla bocca di qualche affamato, e si era guardata anche dai ladri, quando uno di loro aveva allungato le mani per cercare di rubarla dal bancone del fruttivendolo, in una mattina davvero fredda. Ormai i trucchi per sfuggire dalle mani del commerciante li aveva sperimentati tutti ed era riuscita a superare indenne diverse vendite e a finire più e più volte dal bancone del mercato al cassone del camion.
Ma quella mattina, no. Un attimo di distrazione le era stata fatale ed era scivolata con le altre nel sacchetto della spesa, prima di finire nel vano del frigorifero di una casa abbastanza anonima.
Ora stava là sul tavolo apparecchiato, prigioniera di un’intenzione famelica. Le sembrava triste e ingiusto essere divorata da un bambino, quando si era pavoneggiata per lungo tempo con le amiche per la sua dichiarata bellezza. Desiderava raggrinzire e morire tra le altre, ma mai finire tra gli scarti della digestione.
Così, quando il bambino la prese tra le mani per sbucciarla e mangiarsela, l’arancia ebbe un sussulto d’orgoglio e con una spinta ruotò su se stessa e sfuggì dalle mani del bimbo. Cadde rovinosamente sul tavolo, e poi rotolò fino a cadere sulle piastrelle dure e fredde. Urlò, pianse, e sentì parte del suo corpo ammaccarsi a tal punto, che il bambino con i capelli rossi la osservò per un poco e poi la buttò nel cestino con gli scarti del pasto. Da lì fu un attimo finire nel cassone dell’immondizia.
(di Stefano Re)

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Responses

  1. bello questo post:)

  2. indomita, ribelle,
    ma che sfrontata questa arancia

    🙂

  3. É il tipo di racconto che preferisco. Senza lieto fine. Un piccolo apologo. Per qualsiasi età

  4. i desideri di entrambi non si sono realizzati…

    bello mi è piaciuto Bravo:)

  5. La presunzione non paga……però così, in un racconto, diventa anche simpatica……

  6. bam. ne è valsa la pena, arancia cara, nonostante il cassone dell’imondizia.

  7. per me l’arancia non ha fatto bene i conti:
    è vero che sarebbe passata attraverso tutto il corpo del bambino prima di essere scaricata nella fogna ma la parte migliore di lei sarebbe entrata nel sangue e con il bambino, avrebbe visto, udito odorato, cantato, respirato corso, saltato…..un vero peccato!

  8. arancia come esempio di presunzione …piuttosto che …piuttosto

    avrebbe potuto continuare a vivere nel bimbo invece di marcire nella spazzatura…ma forse ha lottato per la fine che voleva cosa che spesso non è data a noi.

    ciao

  9. Una storia davvero bella, poter decidere con vanità di poter scegliere la propria fine, anche se sembri che il bambino abbia scelto per lei in fondo è quello che l’arancia voleva sfuggire ai desideri di un altra persona e assecondare i propri e vada come vada. Buona serata Stefanoe un abbraccio.


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