Pubblicato da: Stefano Re | 18 marzo 2012

Massimo Botturi sulla poesia

Eccoci al terzo appuntamento della rubrica “Ospiti: si parla di poesia”.
Massimo Botturi, nato il 31 marzo 1960 in provincia di Milano, sposato e con due figli, Davide di 16 anni, e Alice di 27, è un autore di poesia che apprezzo, blogger tra i più interessanti, attento allo stile a alla scrittura in genere. Ha pubblicato tre libri.

Perché è importante la poesia?
Alla poesia, come a qualsiasi forma d’arte, attribuisco un’importanza considerevole
in quanto ritengo in essa risieda la vera libertà dell’essere umano.
Ma andiamo con ordine, la vera libertà è quella dalla necessità, non l’ho detto io, ma qualcuno molti anni fa; e all’interno di una struttura sociale non ancora evoluta verso il superamento delle classi, che produce iniquità, violenza e scarsa fiducia nel futuro; l’arte rappresenta l’attività senza scopo di lucro per eccellenza. Mi si dirà che nemmeno questa in realtà sfugge alle logiche di mercato, vero; ma la creatività, la fiamma che scaturisce dalle proprie esperienze, dalle proprie passioni e dalle proprie pulsioni, è qualcosa che travalica l’aspetto economico, non ha confini, usa il linguaggio primordiale che ci pone tutti uguali davanti al viaggio della vita.
La poesia è ciò che mi permette di superare i confini angusti di un meccanismo che mi costringe a dedicare gran parte della mia vita al solo procurarmi il suo necessario sostentamento. Tempo fa un’amica mi chiese: cosa fai per vivere?
Io le risposi, lavoro al…faccio il…ma mi interruppe subito. No, no, intendevo cosa fai per vivere non cosa fai per sopravvivere. In quella domanda c’era già la risposta.
Io scrivo, non so fare molto altro, quasi nulla. Scrivendo divento ciò che voglio e trovo i termini più appropriati per manifestare l’amore, il dolore, la stanchezza, l’attaccamento a una terra, alla gente, ai valori in cui credo.

Come mai oggi la poesia, rispetto ad altre forme di comunicazione come la televisione, il romanzo, il cinema, ecc, entra con difficoltà tra i piaceri della gente?
Fino a pochi anni fa, nel mio limitatissimo immaginario, la poesia era quella cosa vecchia, accademica e poco comprensibile che a scuola ci facevano digerire a fatica.
Spesso viene percepita come una forma di letteratura minore, legata alla vicenda umana dell’autore da un doppio filo, fatto di ricerca linguistica e metafore che comunque richiedono una certa attenzione. .
Ci sono enormi differenze di approccio alle forme di comunicazione citate nella domanda. La televisione, la fiction in generale, e parte del cinema hanno travalicato il concetto di cultura, per sposare troppo spesso quello di consumo.
I libri non se la passano molto bene, la poesia segue questa tendenza ponendosi quasi sempre come fanalino di coda. Assurge a materia di interesse quando fa notizia, vedi il Nobel, o qualche scomparsa eccellente; ma in linea di massima rimane un’arte di nicchia, i cui lettori ne sono quasi sempre anche autori.
Penso che una migliore e più incisiva forma di divulgazione, vedi alcune fortunate iniziative editoriali promosse dai quotidiani più diffusi, possano aiutare ad assumere un approccio meno timoroso e reverenziale nei confronti della poesia.

Qual è la poesia (o l’autore) che ha segnato il tuo percorso artistico?
Anni fa mi regalarono un libro di Neruda, fu una folgorazione.
Per la prima volta qualcuno parlava il mio linguaggio segreto, senza reticenze, in modo chiaro, appassionato, pulito e carico di positività.
E non solo per le poesie d’amore, anche nell’impegno civile vi trovai lo slancio nobile che ammiravo tanto.
Fu solo l’inizio, trovo in ogni autore una miniera da esplorare, un’esperienza da condividere, qualcosa da imparare in tema di esposizione, cura, sostanza.
Ecco, la poesia è sostanza per me, andare al centro delle cose, con eleganza possibilmente, con rispetto per la lingua e per il lettore, destinatario designato di ogni pergamena in bottiglia.
Quasimodo, Caproni, Bertolucci, Ungaretti, Merini, potrei metterne in fila decine facendo torto a tutti gi altri. I poeti e la poesia che mi ispirano devono avere radici solide nel vissuto, devo sentirli sinceri, chiari, e devono rappresentare una rivelazione. Devo uscirne più ricco, ad ogni lettura.

Annunci

Responses

  1. Amori in comune….”per uscire più ricca ad ogni lettura”,
    Non conoscevo Botturi così sono andata a cercare le sue poesie ed ho incontrato con piacere il suo blog e mi sono iscritta. Bello come immagini e linearità, molto belle le sue poesie…..
    Grazie Stefano, anche dai tuoi post esco più ricca…..

  2. ti ringrazio Stefano, per l’opportunità concessami di far parte di questa interessante rubrica. E ringrazio tutti i lettori che condividono con me la stima per te, il tuo blog, e l’amore per le buone letturre.

  3. bel post, sintetico, stringato, senza orpelli. Molto maschile, direi. Domande intelligenti e risposte altrettanto.
    Che la poesia sia poco usata è vero. Corre voce che sia a causa dei cantautori o comunque delle canzoni: la poesia piace se in musica. Q

  4. oh, che è successo? non avevo finito il commento e se ne è partito… vabbè, stavo dicendo che quindi Massimo dovrebbe trovarsi qualcuno capace di musicare i suoi versi per avere un successo folgorante, planetario e sterminato. No? Ma a noi piace tanto anche così…
    baci

  5. Buongiorno ad entrambi, conosco pochissimo Stefano, ma “sento “il suo
    poetare.
    Grazie
    Mistral

    Ps : la “conoscenza” con Massimo è più ferrata e cara

  6. Ringrazio Stefano per averci proposto Massimo per ciò che è: poeta e uomo, mai avulso dalla vita che lo passeggia e che passeggia con lui.

    api

  7. bello il “vivere” del signor Botturi mi piace 🙂
    e spero che tu Stefano possa continuare a fare queste bellissime interviste!

    e anche oggi grazie al tuo ospite e a te ho imparato qualcosa in più!

    buon pomeriggio
    monica

  8. grazie ancora a tutti
    è stato un piacere

    🙂

  9. risposte che ampliano il concetto di poesia, di arte in genere.
    Massimo dice davvero molto su quello che ha rappresentato. e ancora rappresenta, il linguaggio poetico nel sociale.

    “la creatività, la fiamma che scaturisce dalle proprie esperienze, dalle proprie passioni e dalle proprie pulsioni, è qualcosa che travalica l’aspetto economico, non ha confini, usa il linguaggio primordiale che ci pone tutti uguali davanti al viaggio della vita.”

    questo passo mi piace moltissimo, e lo condivido in pieno.

    Complimenti all’Autore e all’Intervistatore.

  10. Chi più di te, Poeta purosangue, avrebbe potuto parlare meglio della poesia.. Il primo vero amore è stato anche per me Neruda, e tu hai molto di lui. Hai la capacità di fonderti col verso, di essere tutt’uno con esso.
    Baci grande Massimo

  11. si deve sempre cercare il nome delle cose.

  12. … è un bel poetare e parlare di poesia il tuo

  13. quando la poesia come scelta o dono
    fa di un uomo un essere umano –

  14. Massimo sa cogliere il senso di ciò che scrisse nel 1913 Ezra Pound: « la tradizione è una bellezza che noi preserviamo, e non una serie di catene che ci legano. Un ritorno alle origini rinvigorisce perché è un ritorno alla natura e alla ragione. L’uomo che torna alle origini lo fa perché desidera comportarsi nel modo eternamente saggio, e cioè naturalmente, ragionevolmente, intuitivamente » .Grazie a Massimo e a Stefano.Mary

  15. è grazie a persone come Massimo, uno di noi; che uomini grezzi come me si avvicinano e si appassionano a quest’arte

  16. Stavo per riportare, come frase che mi è piaciuta molto, il pensiero sulla creatività (la creatività, la fiamma che scaturisce dalle proprie esperienze…) poi ho visto che l’ha già riportata Cristina. Oltre a questo passaggio, mi ha colpito particolarmente il seguente: “Ecco, la poesia è sostanza per me, andare al centro delle cose, con eleganza possibilmente, con rispetto per la lingua e per il lettore, destinatario designato di ogni pergamena in bottiglia.” In ogni caso tutto l’intervento di Massimo Botturi è interessante e condivisibile.

  17. “Ecco, la poesia è sostanza per me, andare al centro delle cose” questa frase sintetizza veramente il senso di “fare”.
    a differenza di una forma puramente estetica che lascia solo il tempo che trova.
    la Poesia, in qualche modo si apparenta con la filosofia, solo contiene una caratteristica più immediata anche se frammentata.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: