Pubblicato da: Stefano Re | 6 marzo 2012

E’ l’afonia di un verbo

Ancora una poesia dal mio libro: “Per una Siloe privata”, ed. Lietocolle.

E’ l’afonia di un verbo
a rilegare le parole
di questa esistenza percorsa a stento,
verbo contro verbo,
come un chiodo che graffia il silenzio,
per ore dipanate
come fili di conversazione
e labbra screpolate.

Non ho voce per le parole,
non ho che dislessia
non ho che te
se mi sorprende,
sussurrando appena,
la tua presenza.


Responses

  1. Quando le parole diventano afone, il mondo diventa una cupola trasparente che ci separa dagli altri. Ecco il senso di smarrimento che ci prende.
    Bella poesia, complimenti
    Un saluto

    • Grazie per la profondità del tuo commento. (S.R.)

  2. Quante volte le parole non riescono a trovare la voce che le pronuncia e colo un sussurro, un sorriso, un bacio ne fa intravedere la presenza…


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