Pubblicato da: Stefano Re | 15 febbraio 2012

C’èlentano

Scusate lo sfogo. Questo è un blog di cultura e letteratura (almeno nel suo intento) quindi non conta nulla, per il blog, ciò che sto per scrivere su Celentano. Siccome ho rispetto dei miei lettori (non molti, ma molto buoni), dico loro di fermarsi qui e non continuare la lettura se ritengono poco necessarie le mie prossime parole. (S.R.)

Ho intitolato questo post: “C’èlentano”, perché ormai il Molleggiato non ci fa, ci è!
Ho seguito il suo intervento a San Remo perché speravo in qualcosa di interessante, e perché non sopporto le illazioni su caché (certo spropositati, ma il linea con lo spreco di un’intera struttura: il festival) gratuite ancor prima dell’evento. Prima ascolto e poi giudico.
Ma ieri non ho capito nulla dell’intervento di Adriano Celentano. Non aveva una logica e attaccava chi aveva espresso pareri non in linea con la sua idea di spettacolo.
Ha aggredito preti e frati (ormai per l’audience il tracciato è fatto!), eppure io con i frati ci sto bene e fare di ogni erba un fascio è gioco meschino e poco onesto.
Ha aggredito Avvenire e Famiglia Cristiana, ma in realtà li ha aggrediti su un terreno dove gli stessi giornali si muovono a meraviglia… non c’è numero di questi giornali in cui non si parla di paradiso… fate una verifica.
Ha aggredito la Consulta accusandola su un episodio e tralasciandone altri… forse gli altri erano di suo gradimento?
Ha parlato di alta velocità (ditemi fin qui quali sono i nessi!) proponendo treni a vapore (questa è mia) per andare lenti ed apprezzare la bellezza dell’Italia… anche con l’alta velocità io l’Italia l’apprezzo e me la gusto ad ogni estate!
Ha offeso Grasso e, d’accordo o no con lui, non capisco il senso di utilizzare una serata della televisione pubblica per farlo.
Ha fatto prediche su argomenti noti e abusati del panorama delle trasmissioni che vanno dietro all’audience, senza dare nemmeno uno spunto originale alla riflessione di ciascuno. (Benigni, dove eri?).
Ora mi chiedo: ne valeva la pena o siamo finiti nella pena più assoluta?

Ripeto, scusate lo sfogo, la l’Italia merita altro… (e forse più della Canalis)

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Responses

  1. Se potessi in questo momento ti abbraccererei, tanto dall’alto dei miei 72 anni posso permettermelo senza dare adito ad illazioni!!!!
    Io non ho avuto la “fortuna” (!) di ascoltare il molleggiato (ma qualche molla si deve essere arrugginita…) perchè dopo il primo intervento dei due “comici”, che la comicità non sanno neppure dove sia visto che sanno usare solo volgarità e frasi fatte, ho girato ed ho trovato (questa sì che posso chiamare fortuna) uno splendido film – Il solista – alla fine del film ho provato a tornare su San Remo ma mi ha fatto pena vedere Morandi arrampicarsi sugli specchi visto che aveva dovuto abbandonare il copione…..
    Ho spento la Tv ……. forse sarebbe arrivato il momento di chiudere San Remo o di farlo tornare quello che era prima, una chermesse di canzoni – belle o brutte…. ce ne erano di ogni tipo – per chi ha voglia di ascoltare un po’ di musica……

    • Approvo. Ti ringrazio per l’intervento. (S.R.)

  2. Almeno avesse poi cantato qualche canzone “da Sanremo” (finchè ho resistito nemmeno quelle), nella la sua performance da assetato predicatore, che non so quante chiese abbia visitato per verificare l’impianto criticato o per sentire le omelie (non le chiamo prediche, perchè quelle sono le sue)!
    Avevo tentato di seguire la trasmissione per sentire che canzoni c’erano, invogliato anche dal divertente prologo di Bizzarri e Kessisoglu, ma Celentano non l’ho più retto.
    Meno male che aveva giocato il Barcellona, così ho cambiato canale per seguire tutt’altro….e andare a letto ad un’ora decente!
    Per me, non da adesso, il festival è defunto, mancava solo che lo monopolizzasse chi sembra non aver più nulla a che fare con la canzone.
    Canzoni poi che sembrano essere solo una scusa per tutt’altro, tutto quello che ci stà attorno, che nostalgia le belle competizioni canore!!!!

    • Sei un grande. Chiaro e simpatico.
      Grazie (S.R.)

  3. Ho preferito una serata con amici e amiche ed una gara culinaria a Sanremo. Deduco di non essermi perso nulla !
    Ho però intravisto un post sul quarantennale della morte di Buzzati, con più calma torno, rileggo e commento 🙂

  4. non l’ho visto, ho proprio un rifiuto a priori
    ma immagino i suoi monologhi perché mi è capitato di ascoltarne, altre volte.
    Presentarlo come un “santone” che pontifica su argomenti serissimi senza andare oltre una certa retorica, non gli fa onore, e non fa onore nemmeno agli argomenti trattati, quelli davvero importanti.

  5. anche io non ho visto San Remo ero fuori con una mia amica ma leggendoti
    devo dire che ho fatto bene 🙂

  6. D’accordo su tutto cio’ che hai scritto.Ho avuto la sfortuna di vederlo,non succedera’ piu’.
    Il francescano con i miliardi ,l’ho trovato fuori luogo,fuori tema e pure noioso.Tutto gia’ visto peraltro,dalla bombe in palco ai sermoni dal pulpito.
    Poi sinceramente non ho capito l’attacco ai giornali e ad Aldo Grasso.Per quanto riguarda la Consulta stenderei un velo pietoso….ma chi avra’ scritto i dialoghi? Li pagano pure in rai per quelle stupidaggini….mah ,il problema è che ora ,con tutto questo baillame , il festival avra’ uno share alle stelle! Che schifo.La rappresentazione perfetta di cio’ che è l’Italia.

  7. Mi permetto di dissentire, se posso: Celentano può piacere o meno quando fa il “predicatore”, ma francamente non capisco per quale motivo in un Paese democratico non possa esprimere le sue idee, condivisibili o meno.
    saranno pure argomenti retorici i suoi, ma a mio avviso profondamente veri. Non è forse vero, ad esempio, che i giornali di cui parlava fanno politica, sono organi politici, più che religiosi? Quanto al resto, secondo me bisogna anche saper leggere tra le righe: lui è un provocatore, lancia degli spunti di riflessione su alcuni temi con le sue provocazioni. E’ un artista, non un politico, e dagli artisti ci si può aspettare imprevedibilità e anche una vena di follia.
    In Italia mi pare che non si accettino mai i personaggi scomodi e che vanno controcorrente, forse perchè siamo un popolo abituato a chinare la testa come un gregge di pecore, e non siamo avvezzi ancora alla vera democrazia.
    Piuttosto che scandalizzarci per i sermoni di Celentano, ci sarebbe stato e ci sarebbe ben altro di cui scandalizzarsi, in questi anni.
    Spero che il mio commento “controcorrente” non ti infastidisca, Stefano…
    Un saluto

    • Proprio perché siamo in un paese democratico (e lo siamo, fidati!) il tuo commento mi fa piacere. Nell’ottica della dialettica, tesi e antitesi fanno la sintesi.
      Ma permettimi due considerazioni. Per prima cosa (e parlo di Avvenire, in quanto conosco poco Famiglia Cristiana), perché un quotidiano cattolico non dovrebbe parlare di politica? Non siamo, abbiamo detto, in un paese democratico? E allora perché censurare un quotidiano?
      Ma soprattutto mi preme confrontarmi su un altro punto: ma siamo convinti che quelle di Celentano siano davvero follie (come le chiami tu) di un artista e non farneticazioni sconclusionate di uno che non ha idee da promuovere? In comunicazione (scusa se salgo in cattedra) il messaggio va comunque fatto passare, è meglio dire: messo in comunione (vista l’etimologia), e non possiamo sempre nasconderlo dietro l’interpretazione dell’altro. Provocare (sempre per l’etimologia) sta per chiamare fuori e quindi necessita di spunti che permettano l’evolversi di una situazione. E’ quello che è capitato ieri sera? a me è sembrato, e lo ripeto, un semplice farneticare e un semplice ragionamento sconclusionato.
      Comunque grazie per l’approfondimento. (S.R.)

  8. Non seguo più Sanremo da tanti anni, lo trovo una manifestazione assolutamente inutile e ormai completamente snaturata dove si mira solo ad attirare il pettegolezzo a scopo commerciale. Non ho seguito quindi la “performance” del molleggiato, ma leggendoti ho trovato conferma di ciò che immaginavo e cioè che forse anche lui con l’andare del tempo ha seguito la sorte di Sanremo…sembra che ad ogni apparizione voglia fare esattamente ciò che la gente si aspetta, cioè sollevare un polverone, non importa in che modo. E’tutto molto triste. Mi spiace per Sanremo e per Celentano, due capitoli grandissimi della storia della musica che ormai appartengono definitivamente al passato.
    Ciao Stefano

    • mah, non ho niente contro i polveroni, se non che non ci sono più i polveroni di una volta

      • E’ questo, in effetti, che fa la differenza. (S.R.)

  9. Personalmente non trovo così sorprendente l’intervento di Celentano. Da anni, ormai, ci ha abituati a uscite del genere (ricordo quella in cui chiese di spegnere i televisori… o di non andare a votare…); fa parte del personaggio. E, per restare fedele a se stesso, deve ricercare motivi “scandalosamente” diversi per stupire ancora. Nel bene e nel male.
    Un caro saluto.

  10. E’ parecchi anni che non vedevo più San Remo … mi ha incuriosita il fatto che ci fosse Celentano come ospite. Pensavo facesse il classico repertorio delle sue più belle canzoni … invece gli hanno dato carta bianca e … come si poteva presupporre, ha esordito coi suoi noiosi sermoni … le sue pause … il suo sorseggiare acqua da un bicchiere.
    Bhe, la Rai non ha scuse che tengano, lo sapeva benissimo (come è successo anche in passato) che, se gli dai carta bianca, Celentano esce sempre dal seminato con stucchevoli affermazioni.
    Mi ricordo quando ero bambina … il Festival di San Remo ero un evento che incollava tutti alla TV. Era il Festival della canzone … della bella canzona italiana … ma dov’è andato il San Remo di un tempo??!!
    Un abbraccio
    Cristiana

  11. non ho seguito Sanremo e poco le polemiche , chiaramente qualcosa mi è arrivato all’orecchio di ciò che ha detto e di tutto il parlare che han fatto su ciò che ha detto Celentano.
    La mia posizione da sempre è questa (proprio per questo non seguo Sanremo da decenni praticamente da fine anni ’60):
    I) una manifestazione canora della musica italiana dovrebbe avere come contenuto la canzone italiana, interpretata anche da stranieri ma in gara e in lingua italiana.
    II) non dovrebbe essere contemplata la presenza di cantanti ospiti fuori gara quasi a sminuire le canzoni del festival.
    III) e soprattutto non dovrebbero essere i presentatori e le vallette il fulcro sul quale reggere tutto lo spettacolo, ma stiamo scherzando?
    Il soldi della pubblicità dovrebbero usarli per abbassare il costo del canone della Rai visto che la TV nazionale non offre un gran che da vedere, anche perché se stiamo a vedere i soldi della pubblicità li paghiamo ancora noi nell’acquisto dei prodotti.


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