Pubblicato da: Stefano Re | 13 febbraio 2012

Antonia Pozzi: il centenario

Antonia Pozzi avrebbe compiuto oggi 100 anni, se il 3 dicembre del 1938 non si fosse suicidata. Nata a Milano il 13 febbraio 1912 da famiglia facoltosa, da subito scrive poesie e le scrive talmente bene che di lei si accorgono i più grandi autori del momento tra cui E. Montale che in riferimento alle sue parole, scrive: “Asciutte e dure come sassi o vestite di veli bianchi strappati”
Perché la Pozzi (invito a leggere “Parole” edito Garzanti) viveva della poesia “come le vene vivono del sangue”. Nell’atto della scrittura la Pozzi viveva come un distacco dal mondo, tanto che dal primo crepuscolarismo, passa ad un uso ermetico della parola, dove le parole trasferiscono peso e sostanza alle immagini, per liberare l’animo e diffondere il sentimento nelle cose trasfigurate in simbolo. Per Alessandra Cenni, in Antonia Pozzi c’è “il lavoro creativo che distacca l’artista dal mondo”. Quasi una sofferenza dell’atto creativo, tanto era precisa e dedita alla scelta delle parole, in una sorta di intimismo religioso.
Si innamorò del suo professore di greco e latino (Antonio Maria Cervi), e questo fatto logorò i rapporti con la famiglia finché lui interruppe la relazione nel 1933, procurandole l’inizio di uno stato depressivo da cui non riuscirà a riprendersi.
Ma la Pozzi va letta e studiata proprio per la capacità di scrivere poesie, proprio per quella sua precisione nel dettato poetico e nella capacità di restare ancorata a i canoni poetici dando comunque emozione ai testi. Una poetessa che se letta, sa insegnare ancora oggi l’arte della poesia.
Da Parole ed. Garzanti:

PUDORE (1 febbraio 1933)
Se qualcuna delle mie povere parole
ti piace
e tu me lo dici
sia pur solo con gli occhi
io mi spalanco
in un riso beato
ma tremo
come una mamma piccola giovane
che perfino arrossisce
se un passante le dice
che il suo bambino è bello.


Responses

  1. una poetessa tra le più toccanti
    l’hanno anche definita l’Emily Dickinson italiana

  2. DESIDERIO DI COSE LEGGERE

    Desiderio di cose leggere
    giuncheto lieve biondo
    come un campo di spighe
    presso il lago celeste
    e le case di un’isola lontana
    color di vela
    pronte a salpare.

    Desiderio di cose leggere
    nel cuore che pesa
    come pietra
    dentro una barca.

    Ma giungerà una sera
    a queste rive
    l’anima liberata:
    senza piegare i giunchi
    senza muovere l’acqua o l’aria
    salperà, con le case dell’isola lontana,
    per un’alta scogliera di stelle.

    *Antonia Pozzi*

    Ci capita a volte di sentirsi addosso il peso della vita: come una pietra dentro una barca. Come un peso nel cuore. E allora si è attirati dalla leggerezza…quella prodotta dall’ondeggiare dei giunchi nel canneto, con il vento che li accarezza, le vele tese che si muovono sull’acqua limpida. Leggere come piume. Questo è quello che vede questa poetessa…un sogno….o meglio, la speranza: sentirsi liberi nella leggerezza… proprio come una nuvola che passa nel cielo freddo di questo febbraio.

    Dolce serata vany

  3. e ti darò ascolto leggerò “Parole” adoro la poesia!

  4. Indubbiamente la poesia è veramente tosta e colpisce subito il lettore per le parole usate nel descrivere una sensazione dell’anima.
    Vale il tuo suggirimento. E vedrò di applicarlo comprando e leggendo parole.
    Un saluto

    PS – Ti abbiamo scritto per la stesura del calendario di Marzo ma non abbiamo ricevuto risposte.

  5. L’ho scoperta da poco e mi sono innamorata delle sue poesie!

  6. Non ho mai sentito parlare di Antonia Pozzi … la poesia che hai riportato mi è piaciuta molto, si percepisce il rossore del viso, ed il tremante timore nelle sue parole … leggerò: “Parole”.
    Grazie
    Cri


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