Pubblicato da: Stefano Re | 6 febbraio 2012

Turoldo: vent’anni dalla morte

Il 6 febbraio 1992, venti anni fa, moriva alla Clinica Pio X di Milano David Maria Turoldo, padre dell’Ordine dei Servi di Maria. Un religioso che si schierò sempre dalla parte dei più umili e indifesi. Al suo funerale, Turoldo morì per un tumore, c’erano circa tremila persone. Il 2 febbraio, congedandosi dalla sua gente, al termine della messa domenicale disse: “la vita non finisce mai!
Perché Turold era un uomo così, innamorato della vita tanto quanto di Dio e della giustizia. Amava così tanto la Chiesa che non si tirò indietro dal criticarla, facendosi nemici e sbagliando anche nel giudizio irruente. Ma, poco prima che morisse, il cardinale Carlo Maria Martini disse di lui: “La Chiesa riconosce la profezia troppo tardi”.
Oltre che assistente universitario presso la Cattolica di Milano e l’Università di Urbino, fu predicatore per dieci anni presso il Duomo di Milano.
Fu grande poeta e fine scrittore. Tra i suoi libri ricordiamo: “Canti Ultimi” (1992), “Anche Dio è infelice” (1991) e la bellissima raccolta “O sensi miei … : (Poesie 1948-1988)”.

da Canti ultimi, Garzanti
Ti sento, Verbo, risuonare dalle punte dei rami
dagli aghi dei pini dall’assordante
silenzio della grande pineta
– cattedrale che più ami – appena
velata di nebbia come
da diffusa nube d’incenso il tempio.

Subito muore il rumore dei passi
come sordi rintocchi:
segni di vita o di morte?
Non è tutto un vivere e insieme
un morire? Ciò che più conta
non è questo, non è questo:
conta solo che siamo eterni,
che dureremo, che sopravviveremo…

Non so come, non so dove, ma tutto
perdurerà: di vita in vita
e ancora da morte a vita
come onde sulle balze
di un fiume senza fine.

Morte necessaria come la vita,
morte come interstizio
tra le vocali e le consonanti del Verbo,
morte, impulso a sempre nuove forme.
D. M. Turoldo

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Responses

  1. morte come interstizio, sorretti da una grande fede nessun ostacolo può opporsi alla felicità

    grazie anche per i suggerimenti Stefano, un caro saluto

  2. Amo tantissimo Turoldo, i suoi libri, le sue poesie…..
    Non lascia mai tranquilli….. ti mette sempre davanti alla verità!

  3. Complimenti per la struttura letteraria del blog. Diffondi notizie, come in questo caso, che sono patrimonio della cultura nostrana e non.
    Un caro saluto.

    • E ti ringrazio per questo bel complimento. (S.R.)

  4. Amare la vita è amare Dio!
    e posso dirti che amo follemente vivere…e ringrazio ogni giorno!

  5. Ciao Stefano, Padre Turoldo ha vissuto per un certo periodo nel convento dei Servi di Maria sul Montorfano qui in Franciacorta a pochi km da casa mia. Un luogo speciale questo e pieno di spiritualità. Lì, ho trovato il libro dei Salmi commentati da quest’uomo speciale.
    Se passi da me ho appena postato la tua canzone sospesa, non so se ti piacerà come l’ho interpretata. Un caro saluto F.

  6. Non lo conoscevo, adesso ho colmato questa lacuna.
    Complimenti.

  7. Una sua poesia, sulla semplicità della vita che regala felicità, è il mio ricordo.

  8. ha scritto poesie stupende.
    difficile pensare fosse un prete…è così raro che i sacerdoti coltivino questa arte a mio avviso tanto vicina a Dio

  9. Ti ringrazio profondamente per ricordare un uomo che ha lasciato un messaggio di grande, praticata umanità, come in questa poesia che mi permetto d’appoggiare qui, come un grazie ripetuto.
    E’ un canto d’amore per la gente, che dovrebbe essere il sogno che accomuna il mondo.

    Ama
    saluta la gente
    dona
    perdona
    ama ancora e saluta
    (nessuno saluta
    del condominio,
    ma neppure per via).

    Dai la mano
    aiuta
    comprendi
    dimentica
    e ricorda
    solo il bene.

    E del bene degli altri
    godi
    e fai godere.

    Godi del nulla che hai
    del poco che basta
    giorno dopo giorno:
    e pure quel poco
    – se necessario –
    dividi.

    E vai,
    vai leggero
    dietro il vento
    e il sole
    e canta.

    Vai di paese in paese
    e saluta
    saluta tutti
    il nero, l’olivastro
    e perfino il bianco.

    Canta il sogno del mondo:
    che tutti i paesi
    si contendano
    d’averti generato.
    (da David Maria Turoldo,O sensi miei, BUR, Milano 1993)

  10. A ME UN PAESE
    A me un paese di sole
    una casa
    leggera, un canto
    di fontana giù
    nel cortile.
    E un sedile di pietra.
    E schiamazzo di bimbi.
    Un po’ di noci
    in solaio,
    un orticello
    e giorni senza nome
    e la certezza
    di vivere.

    D.M. Turodo

    Buona Pasqua a tutti!! emmabi
    3 APRILE 2012


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