Pubblicato da: Stefano Re | 30 gennaio 2012

Io e Tu

L’Io e il Tu, per via dell’Io, continuavano a litigare. L’Io si sentiva bellissimo, mentre il Tu non poteva fare a meno di riconoscere le qualità dell’altro. L’Io in realtà non era bellissimo, con quella o appresso che sembrava una grossa pancia; mentre il Tu era sempre signorile, per via di quel cappello a tesa larga che campeggiava a fianco della u. L’uno accusava sempre l’altro, anche perché si sentiva l’unico e su ogni questione gli era facile dire: “Tu!”. Per il Tu, invece, era difficile dire: “Io!”, visto che, salvo mettere a repentaglio la propria esistenza, non poteva assolutamente nominare l’altro. E così all’Io faceva sempre gioco tirare in ballo il Tu. Anzi, per scagionarsi era quasi obbligato a dire: “Tu!”.
“Chi ha fatto questo?” Il Tu non poteva certo dire Io, mentre l’Io era sempre vigile nel dire “Tu”. Ma la cosa strana è che nessuno ci faceva caso. Era così un’abitudine, che ormai era l’atteggiamento di chiunque. L’importante era scagionarsi e per farlo bastava dire: “Tu!”. E quando qualcosa passava alla cronaca come una virtù, ecco che l’Io si beava di rispondere: “Sono stato Io!”, mentre il povero Tu non poteva che ammettere: “Sei stato Tu!”, con l’altro che si sentiva investito della buona azione. E in breve l’Io divenne la star del momento! Era così tronfio che la o si fece più grossa, tanto che l’Io faceva fatica a muoversi, ma l’entusiasmo che gli mostravano tutti, era una spinta per non demordere. Il successo lo stava gonfiando, e tutto questo gli dava una carica tale, che nemmeno si fermava davanti ai suoi limiti. “IO!” affermava con sprezzo di ogni altra cosa. E piano piano crebbe il successo, mentre la sua O si faceva sempre più grande. L’entusiamo e il consenso lo portarono in cima al mondo, ma fu quando perse l’equilibrio, che la sua O cominciò a rotolare verso il basso e a trascinarlo velocemente verso la disgregazione, con tonfi stentorei come scosse di terremoto. “Chi fa tutto questo baccano?”. “Tu!” disse l’altro senza dargli troppo peso. Mentre l’Io, ormai, era una o che rotolava, e una i conficcata in terra come un bastone abbandonato.
(di Stefano Re)


Responses

  1. Piacevolissimo…..e proprio attuale!
    Un ritratto di parecchie persone conosciute……

  2. Sei notevole!
    Buona serata 🙂

  3. bravissimo!
    penso a quel o che rotola e si ferma davanti alla i ficcata per terra . Ora chi li guarda legge oi , oi, oi , forse è un grido di dolore oppure una richiesta perché arrivi dal cielo una n che abbracci anche il tu e li faccia diventare noi.

  4. Ma che belli i tuoi scritti!
    Ne ho letti alcuni, piacevoli, brevi, incisivi, d’effetto…. bravo!

    ps. aggiungiamo un “neve e gelo” alle nebbie e risaie della nostra zona?
    Mi sembra più che mai attuale…

    ‘notte!

  5. Ottima l’idea, simpaticissimo testo di deliziosa lettura! Complimenti, ciao


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