Pubblicato da: Stefano Re | 26 gennaio 2012

La preghiera

Ecco una poesia di Ungaretti. A volte gli altri descrivono meglio i nostri stati d’animo. (S.R.)

Come dolce prima dell’uomo
Doveva andare il mondo.

L’uomo ne cavò beffe di demòni,
La sua lussuria disse cielo,
La sua illusione decretò creatrice,
Suppose immortale il momento.

La vita gli è di peso enorme
Come liggiù quell’ale d’ape morta
Alla formicola che la trascina.

Da ciò che dura a ciò che passa,
Signore, sogno fermo,
Fa’ che torni a correre un patto.

Oh! rasserena questi figli.

Fa’ che l’uomo torni a sentire
Che, uomo, fino a te salisti
Per l’infinita sofferenza.

Sii la misura, sii il mistero.

Purificante amore,
Fa’ ancora che sia la scala di riscatto
La carne ingannatrice.

Vorrei di nuovo udirti dire
Che in te finalmente annullate
Le anime s’uniranno
E lassù formeranno,
Eterna umanità,
Il tuo sonno felice.

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Responses

  1. Benchè totalmente senza religione, e pur non essendo Ungaretti tra i miei preferiti, trovo bellissimi questi versi:

    “Da ciò che dura a ciò che passa,
    Signore, sogno fermo,
    Fa’ che torni a correre un patto.”

    Complimenti per la scelta – di nicchia, devo dire.

  2. molto bella. Complimenti
    Abner Rossi

  3. Ungaretti è sempre Ungaretti… non servono parole…

  4. Mi sento dentro queste parole!
    Bellissime!

  5. Se gli altri sono Ungaretti ben vengano 🙂

  6. *Che bella!!! Stefano, vorrei esaminare il poeta e la poesia sotto due aspetti.

    1) Ungaretti viene considerato un “pessimista”. Certe sue affermazioni, oltre alle sue liriche, inducono a pensare in tal senso. Eccoti alcune sue frasi : “La morte si sconta vivendo”; “per anni ho cercato la libeerta’ e finalmente ho trovato una porta che conduce ad essa, ed e’ la morte”. Versi, o frasi del genere fanno ritenere Ungaretti un pessimista, e magari lo e’, non lo conosco bene. Non sono un lettore di letteratura, ma ho buona memoria, pensa che conosco “la madre” , seppure non per intero,ma perche’ la sentii alla radio, e queste frasi scritte sopra mi furono dette da un amico (leggo soprattutto di cose scientifiche…guarda qualche link dal post “per conoscemi meglio, ad esempio “come nascono le stelle).

    Ma io, sul “pessimismo” ho questa idea: il vero pessimista e’ colui che non spera nella vita dopo la morte. Leopardi: “e con la mano la fredda morte ed una tomba ignuda mostravi di lontano (a Silvia); Ungaretti: “quando avro’ attraversato il muro d’ombra, per condurmi madre davanti al Signore…..”..e solo quando egli mi avra’ perdonato ti verra’ desiderio di guardarmi, e avrai negli occhi un rapido sorriso (da “la madre”).
    In questa poesia ed in “preghiera” c’e invece secondo me un grande ottimismo, io lo chiamo L’OTTIMISMO: Cosa hanno in comune “la madre” e “preghiera”? Proprio questa speranza…LA..SPERANZA. Leopardi, non so…mi sembra che non avesse questa speranza (“…la fredda morte ed una tomba ignuda mostravi di lontano”).
    Dante sperava di rivedere la sua beatrice, e lo dice nel “Paradiso”.

    2) In questa poesia, “preghiera” egli si dimostra “pessimista” sull’uomo. “Come dolce prima dell’uomo Doveva andare il mondo”. Qui dissento da Ungaretti per un solo motivo: se e’ ver che l’uomo ha rovianto il mondo…ma senza l’uomo, seppure sarebbe un mondo bellissimo…io, tu..lui, lo sapremmo? Esisteremmo? No, e ti cotanta bellezza non ne godremmo, ne’ “senza l’uomo” Ungaretti avrebbe goduto-o anche sofferto- del suo talento poetico, ne’ tu dei tuoi affetti, di cio’ che ami fare…”. Mio padre diceva “senza di noi la terra sarebbe bella, l’uomo e’ il piu’ distruttore”. “Vero”, ma senza l’uomo…tu, cosa saresti?!”. “Non ci avevo pensato” disse mio padre.

    Ecco, io la vedo in modo diverso: l’uomo e’ un dono per laTerra, che e’ la sua casa. Ne combina di tutti i colori, ma…puo’ correggersi, lo chiede in “preghiera” lo stesso Ungaretti. No, non dobbiamo “pentirci di esistere”. L’uomo e’ cattivo? Inquina? Fa le guerre? Si. Ma l’uomo….puo’…scegliere.
    Gli altri animali invece sono maggiormente condizionati da tare istintive.
    Scusami e *riscusami per questo commento-romanzo. Ciao Stefano.

    Marghian

    • In primis grazie per il tuo contributo.
      E fa piacere trovare lettori che commentano in modo così acuto.
      Sono d’accordo sulla differenza tra Ungaretti e Leopardi, e su tutto il tuo punto 2.
      Voglio aggiungere che ciò che salva Leopardi da un pessimismo totale è la capacità di porsi domande sul dopo.
      Ungaretti aveva una visione molto più aperta sull’infinito (supera la siepe, a mio parere!), ma è necessario tenere conto che spesso ha scritto in trincea e dove c’erano morte e sofferenza è difficile non porsi dei dubbi sull’umanità dell’uomo.
      Un saluto (S.R.)

      • Belle e giuste queste tue precisazioni. “Non porsi delle domande” e’ quasi “non vivere”. Il fatto che Ungaretti fosse in trincea e’ quel qualcosa che rientra nelle esperienze e situazioni “forti” ed e’ normale che si sia piu’ profondi, ma a mio avviso gia’ lo devi essere.

        Occorre considerare pero’ la nostra “unicita’” che ci porta a reagire in modo diverso, “a parita’ di esperienze”. Su Ungaretti tu hai ragione, ma pensa al fatto-vero-che un’altro soggetto (intendi “soggetto” come “individuo” come dicono i medici, senza voler offendere-“il soggetto dimostra di avere molta sensibilita’”-) alla stessa esperienza risponde con alta filosofia, a volte diametralmente opposta: “sono stato in guerra, gente che mi e’ morta fra le braccia….l’anima….non ci credo!” (parole testuali di un compare di mio padre).

        Chiaramente “trincea” ha influenzato il penseiro di Ungaretti, ma esiste il fatto che non si puo’ fare sempre l’equazione “sofferenze= fede”. In molti casi si’,”ha sofferto tanto, questo lo ha arricchito” come per Ungaretti…ma non sempre.

        Molti escono letteralmente “incattiviti” da esperienze di prove e sofferenze, per converso “soggetti” che non hanno vissuto cose tipo “ero in campo di concentramento”, una vita quasi “piatta” dimostrano talvolta e comunqe grande sensibilita’ e profondita’ da poeta.o… da filosofo.

        Il tuo discorso, comunque, resta validissimo. Nella fattispecie di Ungaretti ed in tanti altri casi.

        E credo che i poeti e i filosofi siano *numerosi, e’ che sappiamo solo di chi si fa conoscere diventando *famoso 8sappiamo di Esiodo e non sappiamo del poeta che ci puo’ essere in quell’uomo che vedi camminare in bicilcetta (a cosa sta pensando…a che livello?). Ciao Stefano.
        Marghian

      • Quell’8 voleva essere una parentesi, Stefano.
        Su Faber e figlia ti scrivo…
        *Grazie Stefano, la cerchero’, sempre che con “de andre’ e sua figlia” internet mi trovi qualcosa..vedi, non so come si chiama, la vidi in concerto, il famoso “ultimo concerto” dove sul palco come “scenario” c’erano delle “grosse carte da gioco”. E c’era anche lei, con Cristiano eccetera. Ciao.
        Marghian

  7. Ciao Stefano,
    bellissimo quest post con poesia de Ungaretti!!
    Buon weekend~~abbraccio~~Jussara

  8. L’altra sera in televisione parlavano del diario segreto di madre Teresa di Calcutta, ma io ero stanca e mi sono addormentata svegliandomi soltanto alla battuta finale: si vedeva la vecchia suora mentre la mettevano, in barella, sull’ambulanza e lei sorrideva e faceva ciao con la mano alle consorelle, accompagnata dalle proprie parole: Dio, SE CI SEI…
    Non ricordo il resto, ma quel gemito oscuro mi è bastato per stimarla come persona, come donna e anche come suora. L’oscurità è per tutti gli esseri umani, di qualunque fede o non fede. L’amore e il dolore sono uguali per tutti, anche se in forme diverse.

  9. Bellissima poesia, non la conoscevo…
    mi piace soprattutto il paragone con la vita degli insetti..
    c’è qualcosa che lo accomuna alla Dickinson!

    un caro saluto, C.


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