Pubblicato da: Stefano Re | 18 gennaio 2012

Quadro invernale

Quello che succede da qualche giorno nello spicchio di pianura padana che ormai mi appartiene, ha del meraviglioso. Qualcuno lo chiama nevischio o nebbia congelata, ma il suo nome è galaverna.
“La galaverna è un deposito di ghiaccio in forma di aghi, scaglie o superficie continua ghiacciata su oggetti esterni che può prodursi in presenza di nebbia quando la temperatura dell’aria è inferiore a 0 °C”.
L’effetto è quello di una spruzzata di zucchero a velo su una torta che smuove le papille gustative ancor prima d’essere assaggiata. Anziché al gusto questo accade alla vista a causa della galaverna. Ed è qualcosa di molto interessante. E come se l’imprinting di una nevicata si estendesse ad una giornata invernale con il cielo sereno.
Ma ci vuole quella magia antica che si chiama nebbia. Sono le goccioline di quel velo che trasforma il paesaggio in ombre, che permette, con temperature tra i -2 e i -8, la formazione di una falsa nevicata.
Ma nella magica fantasia della natura anche un cielo sereno può produrre il miracolo della neve.
E nella magica atmosfera dell’inverno, quando le parole balbettano per il freddo, ecco che l’animo si posa e contempla eventi che solo la natura riesce a produrre. E senza crisi economiche, contratti di lavoro, cassa integrazione o mobilità: l’unico forza che la natura possiede è la gratuità dei suoi spattacolari eventi… Unica controindicazione: non facciamola arrabbiare. Se la si sfida, la natura tira fuori gli artigli, ed è un lupo che non si fa ammansire.


Responses

  1. spesso, la frenesia della vita ci porta distrattamente a trattare questi spettacoli come “fastidi”
    disagi, poca voglia di fare. Il tuo post recupera un po’ di magia, grazie

  2. Ritrovo la nebbia e la galaverna. Questo paesaggio mi è familiare, come l’odore di fumo che si accende, verso sera: il respiro congiunto del freddo.
    Grazie per la possibilità di questo incrocio.
    z.

    • E’ un’affinità che ho trovato con piacere.
      Grazie (S.R.)

  3. Bene ho imparato un termine nuovo oggi.. “galaverna”, trovo davvero interessanti i tuoi scritti.. ciao e buon pomeriggio a Te 🙂

  4. Mi fa piacere averti incontrato e letto.
    A presto!

  5. C’è poesia in quello che scrivi.
    Credo che tornerò volentieri a leggerti, anzi, ti aggiungo (se non ti dispiace!) ai miei link preferiti.
    A presto!

  6. la magia e la contemplazione del rigido inverno padano….

  7. Quando i dettagli e le piccole “sorprese” della natura riescono ancora a stupirci, c’è ancora speranza.
    Purché il leggero spruzzo di neve che ci cade sulla testa non sia “neve chimica”… (come si diceva qualche giorno fa)
    Grazie e ciao.

  8. GALAVERNA… Come facevo a ignorare una parola dal suono così evocativo? (per un fenomeno che peraltro avevo visto). Cercando galaverna ho scoperto la differenza anche tra gelata, brina, vetrone, gelicidio, calabrosa.
    Sono proprio ignorante!

    • Diciamo che siamo tutti ignoranti, anche perché riconoscere l’ignoranza è ciò che ci permette di imparare. (S.R.)


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