Pubblicato da: Stefano Re | 13 gennaio 2012

Segnaletica a 50

Per lui era un’enorme ingiustizia. L’avevano spostato dalla città, per infilarlo su una strada provinciale. Ma la cosa che lo turbava maggiormente, era il fatto d’essere proprio a ridosso di un rettilineo dove il limite di velocità era portato a 90 km/h.
E il cartello con quell’enorme 90, lo guardava sghignazzando.
“Sei solo un 50!” gli gridava ogni tanto, quando non passavano macchine a turbare il silenzio.
E lui moriva dall’invidia e dalla rabbia. Inoltre, proprio vicino a lui, si metteva spesso un’auto della polizia municipale, con un grosso treppiedi e sopra unostrano macchinario che faceva le foto a chi sfrecciava con velocità superiori alla sua grande faccia. “50 è poco!” gli gridava il collega là avanti. E gli automobilisti spesso, gli facevano dei gestacci; ma cosa poteva farci se era nato così? Avrebbe preferito essere un 130, come quei bellissimi cartelli che aggiornavano la velocità su quei grandi raccordi che chiamavano autostrade, ma lui non aveva scelto di nascere così. Era nato da due genitori che si erano trovati su una strada che portava al centro di un paese: suo padre era un 70 e sua madre una semplice 30, e lui aveva preso un po’ dall’uno e un po’ dall’altra.
Ma fu una mattina di un giorno qualsiasi, che il 50 prese la rivincita, e proprio laddove la provinciale incrociava una strada di campagna, una di quelle strade utilizzate da trattori o macchine per la movimentazione della terra, proprio dopo il cartello dei 90.
Un trattore uscì dalla campagna mentre sulla provinciale sopraggiungeva una macchina che non riuscendo a frenare si infilò proprio sotto il trattore. Non ci furono morti, ma le ferite riportate dal guidatore dell’auto passarono con fatica e dopo parecchio tempo.
“È una strada maledetta – disse qualcuno – dovrebbero fare tutto 50!”
E così fu. Rimossero il cartello dei 90 e sulla strada ci misero un altro 50. Ed era il fratello gemello del 50 tanto bistrattato.
(di Stefano Re)


Responses

  1. di piacevole lettura
    g*

  2. ciao! bello qui, ripasserò a leggere,
    grazie per il passaggio,
    M.
    🙂


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