Pubblicato da: Stefano Re | 28 marzo 2011

Robert Brecheen

Sì, è un assassino. Ma la sua storia mi ha così sconvolto che non ho potuto che scrivere una poesia, dedicargliela e pubblicarla nel mio libro edito Lietocolle: Per una Siloe privata.
Perché Brecheen sapeva d’essere un assassino e non l’ha mai negato, mai l’ha voluto negare; quello che non voleva era finire i suoi giorni nel braccio della morte. Perché c’è una giustizia che è un colmo di giustizia, perché da nessuna parte c’è scritto che sia una verità quella di punire con la morte un omicida. Certo, il male commesso va punito, ma perché punire la persona che lo commette togliendogli l’unica verità che porta nel cuore, ossia chiedere e ricevere perdono?
Perché Robert non voleva morire nel braccio della morte e ha fatto di tutto per togliere alla giustizia la possibilità di farlo. Si è messo da parte i suoi farmaci, quelli che gli davano per guarire gli acciacchi di stagione (ci mancherebbe che un assassino si ammali e sfugga per morte naturale la pena somma che un tribunale possa infliggergli!) e poco prima dell’iniezione letale ha pensato bene di farsi il cocktail che l’avrebbe spedito di colpo al creatore. Ma come nei film più appassionanti qualcosa è andato storto e grazie alla solerzia di un secondino e ad una lavanda gastrica da fare invidia ad una scuola per medici di talento, sono riusciti a salvarlo. Risultato: l’hanno ammazzato con due ore di ritardo sempre grazie all’inizione che gli aveva promesso il giudice. Se questa è giustizia… Se questa è l’America da importare…
E così ho scritto questa poesia che trovate nel mio libro: Per una Siloe privata. (S.R.)

Ti parlo a mezze labbra
come a un Cristo crocifisso
per una morte vissuta per due volte,
infine salvato da te stesso per un colmo di giustizia
e ucciso per condanna,
in un braccio che ha il cancro nelle vene.

E mi vergogno d’essere anch’io assassino,
se mi sorprende il dubbio d’essere anch’io
partecipe del mondo
con la mia disattenzione,
come se l’altro non mi appartenesse
e il mondo fosse solo
un battito per altri.

Perdono,
chiedo perdono per la mia disaffezione
e prego
che nel braccio della morte,
la tua croce fosse a destra
della croce redentiva.


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