Pubblicato da: Stefano Re | 23 settembre 2010

L’eterno innamorato

Questo racconto lo scrissi nel 1999. Buona lettura (S.R.)

L’ETERNO INNAMORATO

Come ogni amante, desiderava di piacere.
La morte a Venezia, Thomas Mann

Antonio Porta, anni diciassette, terza liceo scientifico, altezza centottanta centimetri, peso settantaquattro chili, capelli scuri, occhi chiari e naso all’insù.
Carissima Antonietta,
ti scrivo perché ne ho voglia.
Non posso fare a meno di pensarti. I tuoi lunghi capelli che scivolano dolcemente oltre le spalle mi fanno impazzire. La tua bellezza in fondo la invidiano tutti, ed io invidio l’uomo che un giorno potrà baciarti fino a farti arrossire, oppure l’uomo che potrà correre con te lungo la battigia di un mare dall’acqua cristallina. Vorrei invitarti ad uscire, ma ho paura… se mi dicessi no, sarebbe per sempre. Comunque nel mio cuore ti amo e ti amerò con tutte le mie forze, con la speranza che un giorno anch’io possa sentire il profumo del tuo giovane corpo.
Forse tuo, Antonio. Addio.”

Antonio Porta, anni ventisei, caporale dell’esercito italiano, altezza centottantaquattro centimetri, peso ottanta chili, capelli scuri e cortissimi, occhi chiari e naso all’insù.
Carissima Paola,
ti scrivo perché ne ho voglia.
Finalmente sono riuscito a parlarti nel pub dove noi militari incontriamo le ragazze. La tua bellezza la conoscevo, ma grande impressione mi hanno fatto il tuo carattere e la tua giovialità. E poi venticinque anni non li dimostri proprio! Ho paura di chiederti d’uscire anche perché non vorrei rovinare tutto quello che l’altra sera siamo riusciti a creare. Mi dispiace, ed invidio l’uomo che un giorno potrà dividere con te il tuo corpo, invidio soprattutto chi ti porterà a sciare sulle nostre belle alpi valdostane. Ti adoro.
Forse tuo, Antonio. Addio.”

Antonio Porta, anni quarantatré, ingegnere della Tecnomobili S.p.a., altezza centottantaquattro centimetri, peso ottanta chili, capelli scuri, occhi chiari e naso all’insù. Un poco di pancia.
Carissima Silvia,
ti scrivo perché ne ho voglia.
Come già sai, ti trovo bellissima; non ho parole per descrivere i tuoi occhi che sembrano stelle in una notte senza nuvole. Il tuo viso è più morbido del cotone, le tue guance sono di bambola e le tue labbra carnose contornano la bocca, la più bella che io possa pensare. Quando cammini anche il mondo si inchina ai tuoi piedi, sembra quasi che i fiori ti sorridano; sei una Madonna nel creato. Ma, ahimè, tutta la tua bellezza mi fa paura; se la perdessi sarebbe per sempre, e non posso rischiare una cosa tanto atroce. Perdonami, ti voglio bene.
Forse tuo, Antonio. Addio”
.

Antonio Porta, anni cinquantanove, deputato, altezza centottantatre centimetri, peso ottantuno chili, capelli brizzolati, occhi chiari e naso all’insù.
Carissima Antonella,
ti scrivo perché ne ho voglia.
Ci conosciamo ormai da più di tre mesi e stiamo bene insieme. L’altro giorno mio fratello Pietro mi ha chiesto se ci sposeremo. Mi sono messo a ridere. Con te sto bene, ho una bella casa, un conto in banca che ci farebbe vivere da signori per un’altra vita, ho un cane che mi vuole bene e che scodinzola appena ti vede, diciamo che ho tutto quello che ti potrebbe fare felice, ma ho paura che se ci sposassimo, tutto cambierebbe, e se un amore finisce lo è per sempre. Tu sei intelligente per capire e per capirmi e sai come finiscono queste cose…Perdonami.
Forse tuo, Antonio. Addio.”

Antonio Porta, anni settantadue, pensionato, altezza centosettantasette centimetri, peso sessantanove chili, capelli bianchi, occhi chiari e naso all’insù.
Carissima Beatrice,
siamo vecchi. Il respiro s’affanna ogni volta che salgo le scale di questa benedetta casa. Ho pensato di farmi sistemare un divano-letto in sala, così che di sera non debba fare fatica per coricarmi. Mi sento solo, soprattutto in inverno, quando fuori la nebbia ci invade, oppure quando il freddo ci attanaglia e ci si scalda a fatica davanti al focolare. Ti vorrei qui, tra le mie braccia, magari sotto un piumone della Bassetti, di quelli che piacciono a te, con tanta voglia di riscaldarci e di tenerci compagnia. Ieri sono venuti a trovarmi mio fratello Pietro e sua moglie Ercolina; pensa che bello, fra poco saranno nonni: la Stefania, mia nipote, aspetta un figlio. Io invece… Siamo vecchi, ma cosa ci possiamo fare? Il tempo è come una grande rete e noi siamo i pesci, prima o poi ci finiamo dentro. Ma tu sei bellissima, non hai da temere nulla; la morte risparmia sempre i più belli. Ti amo e lo sai, ma come sempre qualcosa va storto e ci troviamo spesso a dire basta. Perdonami, se puoi.
Forse tuo, Antonio. Addio”
.

ANTONIO PORTA
di anni 89
Ne danno il triste annuncio Pietro ed Ercolina, Stefania e Umberto, Alessandro e Chiara, gli amici di partito. I funerali si svolgeranno lunedì 26 maggio alle ore 15.00 presso la chiesa parrocchiale “San Pio”.

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Responses

  1. Già letta in precedenza per tua concessione, riletta con piacere.
    Sei sempre notevole!!!!
    Saluti
    Cristiana 🙂


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