Pubblicato da: Stefano Re | 6 settembre 2010

Anche la tristezza intreccia le dita

Buon rientro a tutti. Per voi questa mia poesia. (S.R.)

Anche la tristezza intreccia le dita
accavalla le gambe e siede comoda
come una signora attempata, stanca
di attendere un soffio di vento, un dado
che cambi, vita natural durante,
il corso zoppicante della vita.
Si soffre come il cuore burattino
degli affetti, di lacrime a cristallo,
riflessi di luce e ombra, arcobaleno
d’un io sovrano che gioca d’azzardo
mietendo grano fuori stagione
mirando gli ingranaggi della ruota.
Eppure esplode il fuoco d’artificio
nelle sagre, il sorriso sulle spiagge,
cadono stelle a San Lorenzo, eppure
l’uomo porge amore estemporaneo.
Perché dunque una ciclica tristezza?

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Responses

  1. Ciao Ste,
    finalmente sei tornato!!
    Alla tua domanda: “perchè dunque una ciclica tristezza?” …. perchè siamo fatti di opposti (il male e il bene, il giorno e la notte e così via…), quindi penso sia inevitabile!!
    Molto bella!!
    Un grande abbraccio
    Cristiana


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