Pubblicato da: Stefano Re | 25 marzo 2010

Non è la morte

Non è la morte che mi spaventa
né il suo sfuggire il destino
né il niente o il tutto
che quella morte
come tenda squarciata svela,
né il mio passare inosservato o la stasi
di ore sbattute come imposte dal vento.
Non è l’incedere a zoppia di un brutto male
o la noia di un singhiozzo
o ciò che tu
lettore dei miei versi
deciderai che sia…
Ma quello che nei versi non si dice
che la parola non traduce,
quello che negli alibi notturni scuote,
il silenzio assenso che si rovescia lento
nella mia precarietà.


Responses

  1. Mi costringi a riflessioni che vigliaccamente e quotidianamente evito!
    Ma il parlarne e lo scriverne, inevitabilmente la esorcizza, rendendocela più amica!
    un lettore di tuoi versi, che non ha deciso.🙂

  2. Spaventa specchiarci nei tuoi versi e trovarci senza risposte…
    (ma in qualche modo contenti…)

    • Un ossimoro che vale la pena vivere… grazie!

  3. “quello che negli alibi notturni scuote,
    il silenzio assenso che si rovescia lento”… ma quanto rumore facciamo per non sentire certi pensieri o l’urgenza di certe domande…quanto riesce, poi, a tirare fuori tutto una poesia? Bellissima Ste!

  4. aderisco in pieno…pure troppo. il pensiero di quanto esprimi così bene è il mio pensiero dominante.


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