Pubblicato da: Stefano Re | 19 marzo 2010

Papà

Grazie è una parola che fugge,
come le foglie d’autunno, come questo
segreto che ci portiamo dentro,
tutti, indistintamente tutti,
come un silenzio carico d’azzurro,
come la tua forza a sorreggere il cammino.
Tortuoso è il silenzio di mille sguardi,
come il cammino e le sue scarpe,
come suole consumate a forza di essere
veri, come un conto alla rovescia.
Padre è una parola che ci appartiene,
tutti, indistintamente tutti,
solo se comprendiamo,
come fiori a primavera,
il miracolo d’essere figli.

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Responses

  1. Padre… io non ho avuto un buon rapporto con il mio… ma questa è una lunga storia. Ciao

  2. Caro Ste,
    finalmente ho portatile e il tempo calmo di passare di qui…godere un po’ di poesia seria, un po’ di letteratura che è come un dolce che ci va sempre di mangiare. Grazie è una parola che fugge, è vero…mi fai far caso che io la dico pochissime volte, ancora meno di scusa…mmh!! un bacio


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