Pubblicato da: Stefano Re | 1 marzo 2010

BASITO!

Sono basito da quanto letto sul giornale a proposito di quella richiesta fatta da un genitore in fase di separazione, attraverso la quale si chiede al giudice che la propria figlioletta sia allontanata dalla casa dell’ex (quasi) moglie, in quanto il nonno della bambina è “disabile, afflitto da una grave malattia”.
Per inciso, la bambina gioca con il nonno che parla diversamente e si nutre diversamente da lei e da chi scrive e da chi leggerà queste righe.
Forse chi è disabile, proprio per la disabilità, è umanamente inferiore agli altri?
E’ assurdo notare come oggi la diversità sia oscurata; come ci sia un tentativo di nascondere la diversità, come anche la malattia sia messa lontano da quella che vuole essere la più grande farsa del millennio, ossia che l’uomo sia perfetto, bello e senza problemi.
Oggi si cerca di mostrare un mondo perfetto o comunque perfettibile.
Si nascondono malattia e morte ai bambini per poi mostrare ad ogni telegiornale fatti di cronaca nera, guerre, sopraffazione e violenze su donne e minori stessi. Siamo il grande circo della comunicazione e dell’immagine, poi ci sfugge ciò che è effettivamente la vita.
Ricordo quando mio padre mi accompagnava a recitare il rosario in casa di un conoscente morto o comunque ammalato, ricordo quando nel mio piccolo paese (Vigano Certosino) l’anziano era degno di rispetto per un’esperienza maturata lungo la vita. Oggi?
E allora non mi sorge tanto la domanda di dove sia finito Dio, ma soprattutto mi sovviene questa domanda: dov’è finito l’uomo?


Responses

  1. Alcuni si stanno cercando…riuscendo difficilmente a trovarsi e quanto meno provandoci attraverso introspezioni morali. Altri si fanno decisamente poche domande, lasciandosi trascinare come plancton inerme da mode e culture dominanti. Mi accodo al tuo appello di coscienza Stefano. Ettore

  2. Dimostri sempre una grande sensibilità!

  3. La domanda finale me la pongo spesso anch’io.

    Complimenti. Ho letto sul tuo blog dei testi molto belli.

  4. La mia risposta?!… Non ce ne sono. Hai detto semplicemente una grande verità. Incosciente che il proprio onnipotente e personalissimo “io sono…, spacco il mondo e nessuno mi spezza” è appeso ad un filo, basta veramente un granello di sabbia e tutta la propria forza si sgretola come una foglia secca calpestata.

  5. Purtroppo la grave piaga di quest’epoca è “l’apparire” non dando più valore alla bellezza interiore.
    Mio zio dice sempre:”Non siamo più stelle…ma solo luci”.
    La luce abbaglia ma è solo per un attimo, poi tutto svanisce!
    Bisogna ritornare ai veri valori: al rispetto, all’amore per la famiglia, alla vera amicizia, alla saggezza antica.
    Mi è piaciuta molto la tua riflesione, è una grande verità che spero faccia riflettere tutti colore che hanno perso il senso della vita.

    Un abbraccio
    Cristiana

    • Cristiana, quella di tuo zio è una perla di saggezza! Grazie per il contributo.


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