Pubblicato da: Stefano Re | 27 febbraio 2010

Di E.F.Accrocca

da ISTOGRAMMI / CORRISPONDENZE di Elio Filippo Accrocca.

Tu credi di essere te,
scrivi, t’impatti
sulla pagina, invece
alla lente non sei che una notizia
inutile tra cose infinitesime…

e tu che cerchi ancora la parola
che impatti. Ma all’analisi
s’innestano le voci
del sottofondo,
per captarne una
se ne affollano dieci cento, scarti
(tu lo credi) ma esse ti riaffiorano.

Grande come sempre, Accrocca! (S.R.)

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