Pubblicato da: Stefano Re | 22 febbraio 2010

Don Luigi Giussani

Sono cinque anni che è morto don Luigi Giussani, un prete innamorato di Gesù, un sacerdote proiettato al futuro stando ben radicato alla tradizione. Non sono del movimento di Comunione e Liberazione, ma ho avuto da sempre un debole per questo prete di Desio che ha deciso di cominciare dai giovani per educare al cristianesimo.
Mi ha sempre affascinato il suo dire, mi affascina perché vero, sincero, sperimentato e mai sbattuto in faccia al mondo come un’imposizione. Come direbbe san Paolo (parafrasando la prima lettera ai Corinzi), don Giussani, pur predicando, non sarebbe mai stato squalificato:
“Io dunque corro, ma non come chi è senza meta; faccio pugilato, ma non come chi batte l’aria; anzi tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitù, perché non succeda che, dopo avere predicato agli altri, io stesso venga squalificato.” (1Cor 9, 26-27)

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Responses

  1. MAH Mi hai commossa.
    Bello ma soprattutto VERO.


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