Pubblicato da: Stefano Re | 15 febbraio 2010

a Lorenzo

Batte la pioggia come il tempo l’ora
sull’asfalto dove insieme camminiamo,
trascinando io la tua indolenza,
tu piangendo
supplicando
che ti prenda in braccio.
E nella stanza che ovatta il respiro
mi chiedo quanti passi da solo dovrai fare,
quanti ancora, uno via l’altro, quanto stanco
sarà il tuo piede prima che la strada
sia percorso,
prima che la pioggia ne lavi l’esperienza.
Solo questo ti chiedo: non avercela
con me se non ti ho preso in braccio,
l’amore è sacrificio per se stessi e per l’amato.

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Responses

  1. Che meraviglia !!!!
    …ma possibile che non sia stato ancora riconosciuto il tuo talento??!!!!!!

    Cristiana


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