Pubblicato da: Stefano Re | 9 febbraio 2010

Eluana, l’anno dopo

Un anno fa, subito dopo la morte di Eluana, scrissi questo breve pezzo su Viaggialibro. Lo ripropongo consapevole di ciò che scrissi. Che almeno Eluana, riposi nelle braccia del Padre. (S.R.)

Me lo immagino a brindare, perché uno che lotta con tutte le sue forze per la morte della figlia, non può non brindare quando questa morte avviene. Mi immagino anche Eluana che brinda, lì davanti a Dio, davanti alla vita vera. Immagino Dio che brinda abbracciato ad Eluana, ignaro dei nostri ragionamenti pro o contro questo e quello, davanti al nostro disquisire sulla costituzione, ai decreti legge, alla politica che ancora oggi decide non perché mossa dalla realtà, ma perché mossa dalle posizioni di destra, sinistra o di centro. Mi immagino lì, a difesa della vita, perché non è possibile schierarsi a favore della morte. No, non è possibile!

E mi immagino i lettori, quelli che leggeranno questo breve appunto e ciò che sto per dire, mi immagino la loro arrabbiatura per quanto vado a dire. E non mi importa nulla, perché oggi sono più arrabbiato di loro.

Basta scandalizzarsi per chi stupra, per chi decide di riempire la sua vita da adolescente con atti violenti, per il bullismo dilagante nella scuola dell’obbligo, per chi riempie il vuoto con la droga, per chi si mette al volante ubriaco e porta morte sulla strada, per chi vende i bambini, per chi gioca sessualmente con i bambini, per chi sfrutta l’operaio, per chi ruba i soldi del padrone, per chi decide su una volontà presunta, per chi rifiuta la malattia e anzi la ostracizza, per chi sposa la professione di medico non per curare, ma per uccidere, per chi antepone la costituzione alla vita, per chi non ha il coraggio di sospendere il Grande Fratello o X Factor in una giornata così triste. Basta scandalizzarsi per tutto questo che è solo il risultato di chi non si scandalizza per la morte, e anzi lotta e discetta per il diritto a morire. Basta, basta, basta. Io resto per la vita e piango per quello che è un affronto alla vita, piango per quelle suore che hanno abbracciato Eluana e le hanno dato la dignità. Piango per Eluana. Piango per me e per la mia sconfitta, mia e dell’umanità che crede alla Persona come dono e non all’autodeterminazione.


Responses

  1. …mi sento meno solo, dopo questa tua! Ettore

    • E’ stato un episodio davvero terribile. (S.R.)

  2. Il tuo sfogo è molto forte, purtroppo anche lo “scandalizzarsi” davanti a questo o a quell’episodio resta un mero atto di rabbia fino a che non ti tocca da vicino. Sono d’accordo con te su tutto cioò che dici, ma la vergogna, lo schifo più grosso è l’aver fatto tanto “spettacolo”. Se papà Englaro avesse voluto essere meno famoso, avrebbe potuto fare quello che ha fatto in silenzio e gestire poi la sua coscienza con la sua testa e invece ha voluto avere un gruppo intorno che gli alleggerisse il senso di colpa. Questo è veramente il peggio!

    • A volte siamo talemtne accecati da una convinzione che non si capisce i perchè di determinate azioni, forse anche per questo chi era per far continuare SOPRAVVIVERE Eluana si mise sotto la clinica lanciando sassi morali verso il padre. “chi è sensa peccato scagli al prima pietra”
      Beati i fautori della vita a tutti i costi che sono senza alcun peccato…ma io credimi preferisco averne mille di peccati ma avere la bontà il coraggio, se mai capitasse, di lasciare andare un mio caro che DA 17 ANNI VIVE IN UN LETTO D’AGONIA, donando prima i suoi organi a chi con essi, avrà ancora la possibilità di correre ridere VIVERE….perchè AMARE VUOL DIRE ANCHE AVERE LA PIETA’ DI FAR CESSARE LE SOFFERENZE.

  3. Crdi davvero che si possa voler ancora vivere, costretti in un letto, con i sondini che ti bucano la gola e lo stomaco con le piaghe che tormentano la tua schiena, con la voglia che scoppia in te di liberarti di un corpo che oramai ti costringe solo alla soferenza
    Invece di “sputare” addosso a chi riventica il proprio sacro santo diritto a non voler vivere se la vita è solo un’agonia in cui non puoi nemmeno il tuo dolore, cerchiamo di capire che a volte bisogna lasciare anche la libertà di scegleire di morire a chi non vede la vita come un bene da salvaguardare anche a costo di vivere in un agonia peggiore della passione di cristo
    Non rientro sul merito della vicenda “Eluana” , non serve adesso, vorrrei solo che si rifletesse sul fatto di dover mettere dei paletti precisa fra : vivere e sopravvivere.
    Scusa del mio intervento forse un po’ troppo forte, ma forse tu non ti scnadalizzari per coloro che sono contro la vita ad ogni costo, io invece sento rabbia e ribellione quando sento dire che si deve vivere ad ogni costo, anche perchè penso che se capitasse a me, odierei fino alla fine chi non ha la pietà e la bontà di lasciarmi andare .

  4. Ma quel che veramente fece schifo fu il modo in cui fu lasciata morire Eluana: sola di fame e di sete
    Il padre non potette esserci perchè un branco di fanatici volevano lapidarlo, le suore non andarono per i motivi che tutti sappiamo, quella povera donna fu lasata sola a morire di fame e di sete, questo è GRAVE, MOLTO GRAVE.
    Quello che personalmente non ho perdonato è che non si abbia avuto la pietà di andare contro i principi, per il bene di un essere indifeso e incapace di difendersi.
    Perchè non si fece un atto di umiltà e non gli fu fatta un iniezione? perchè si è preferito lascairla morire di fame e di sete piuttosto che andare contro a un principio?
    In questa storia miei cari e mi ricolgo soprattutto a Claudia, sono in molti ad avere la coscenza sporca, il peggio è che alcuni se la lavano dicendo che sono dalla parte di Dio. No mi spiace non ci sto….

    • Beh, che dire. Grazie per il tuo sfogo e soprattutto per il modo con cui hai evidenziato le tue ragioni. Ovvio che su certi passaggi non mi trovo d’accordo, ma apprezzo la tua volontà di motivare ciò per cui ti (giustamente) arrabbi.

  5. Grazie a te per accogliere con gentilezza e buona volontà opinioni che pur non condividendo tieni in considerazione. Un caro saluto


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