Pubblicato da: Stefano Re | 8 febbraio 2010

Oh mare!

Piatto si disperde il mare oltre l’occhio
d’orizzonte, ci culla in sensazioni
d’infinito, di azzurro si galleggia
dischiuso dalla palpebra del cielo.

Poi s’increspa abbagliato dalla luce,
sbadiglia infastidito dalla brezza,
come l’uomo confina il suo infinito,
annega nel mistero il suo tormento.


Responses

  1. cavolo quanto è bella …amando smisuratamente Leopardi…questa tua me lo ricorda :)) Ettore


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