Pubblicato da: Stefano Re | 5 gennaio 2010

Cartolina: la nebbia

Vigano Certosino

Niente è più bello della nebbia che si posa a mattone sulla neve ghiacciata dalla notte. Tutto è bianco, come lo stupore di un bambino, come lo sguardo di chi svela nell’attimo, attimi d’infinito. Passeggiavo lungo la roggia, con l’occhio a frugare i segreti dell’acqua corrente, perché lì, in quel turbinare di mulinelli non è possibile non accorgersi della magia che si spinge verso l’alto per non affossarsi. Quasi ne odi le parole, se solo fossimo capaci di catturarne il suono, perché non fa rumore quell’acqua che scorre come battito di cuore, non fa rumore, semplicemente canta. Parla, sorride, ti sbircia dal basso e non si formalizza, perché laggiù, appena sopra il fondale, vive e si nutre dell’umiltà che non collima con l’astruso rituale dell’etichetta. Semplice come il suo gorgogliare, come me, quando mi appassiona il verso esterrefatto di un bambino davanti alla sua mamma. Sorrisi come fuochi d’artificio.


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