Pubblicato da: Stefano Re | 14 giugno 2017

Pensiero 65

Educare ai problemi più che alle soluzioni è il dramma del nostro tempo, il dramma dell’infelicità. (S.Re)

Pubblicato da: Stefano Re | 4 maggio 2017

Pensiero 64

L’infelicità di molti è incapacità di darsi agli altri. (S.Re)

Pubblicato da: Stefano Re | 21 aprile 2017

Perché è così

Se nasci nella bassa milanese, la campagna è qualcosa che ti appartiene. È un mondo di terra, di verde, di infinito senza fine, di confini incompresi. È il mondo delle risaie, di specchi d’acqua stesi come tovaglie. È un mondo di acqua la pianura! di acqua che scorre, di acqua ferma. È un mondo rovesciato, un mondo dove il cielo entra nella terra. E riflette. E piange, ma solo se necessario.risaia

Pubblicato da: Stefano Re | 13 aprile 2017

Pensiero 63

Ci sono persone che passano il tempo a correggere gli altri. Sono le più infelici. (S.Re)

Pubblicato da: Stefano Re | 29 marzo 2017

A Roma con IL SOLE NEL BAULETTO

Invito gli amici di Roma o chi passasse di là, il 7 e 8 aprile, all’Ergife Palace Hotel, via Aurelia 619. Sarò a Roma venerdì pomeriggio e sabato mattina, e presenterò il mio libro IL SOLE NEL BAULETTO sabato mattina alle 10.30.7 e 8 aprile2016-08-25-16.19.50.jpg.jpg

Pubblicato da: Stefano Re | 8 marzo 2017

Pensiero 62

Non ama chi rinfaccia tutto quello che fa. (S.Re)Senza-nome-1

Pubblicato da: Stefano Re | 1 marzo 2017

L’usciere senza i

Quando la maestra chiese agli alunni quale fosse il lavoro dei genitori, i bambini cominciarono ad alzare la mano per rispondere. Qualcuno gridò, mentre altri si alzarono in piedi nel tentativo d’essere i primi a parlare.
Ma la maestra zittì tutti con un colpo di tosse e un indice che fendeva l’aria segnando un preciso no. Poi disse:

“Me lo dovete scrivere!”

Così i bambini tirarono fuori il quaderno a righe con i margini ben marcati e scrissero in rosso la domanda: quale lavoro svolgono i tuoi genitori?

La risposta, perché così voleva la maestra, fu scritta in blu.

“Prima il lavoro della mamma o prima quello del papà?” domandò una bambina con una treccia lunga fino a metà schiena.

“Scrivete prima quello che preferite”.

Così i bambini cominciarono a scrivere; chi l’ingegnere, chi l’insegnante, chi l’idraulico, chi la maestra, chi l’infermiera, uno scrisse addirittura che la mamma faceva l’astronauta.

Un bambino con i capelli corti e la cresta ben ingellata, scrisse che il papà faceva l’uscere, ma lo scrisse senza “i”, così che la maestra quando corresse il compito fece un bel segnaccio con la matita rossa e aggiunse una grottesca “i” proprio sopra il mestiere del papà.

E siccome quel signore faceva l’usciere in quella scuola, la maestra informò immediatamente la preside.

“Abbiamo un usciere senza “i”?” domandò la preside sperando di aver capito male.

“Così ha scritto il figlio” rispose prontamente la maestra.

“Allora abbiamo un usciere fuori norma. Sia quindi sospeso dal servizio! Non si è mai visto un usciere cui scappano le “i”.

L’usciere, che poi era un bidello assunto per controllare che non scappasse alcun bambino dalla scuola, cercò di difendersi.

“Ma cosa ho fatto di male?” chiese a sua discolpa. “Rimproverate piuttosto mio figlio”.

“Nulla di male” disse la preside, “ma se a suo figlio è scappata la “i”, a lei che è persino più grande, cosa mai potrà scappare? Forse un bambino da sotto il naso? Dica a suo figlio di aggiungere la “i”, così almeno sarà un usciere a norma e potrà tornare di nuovo a lavorare con noi”.

di Stefano Re

Pubblicato da: Stefano Re | 1 febbraio 2017

Pensiero 61

Senza personalità, il solo modo di apparire è seguire la moda. (S.Re)

Pubblicato da: Stefano Re | 30 dicembre 2016

BUON ANNO 2017

La fine dell’anno ci porta a sperare che il successivo sia migliore. Abbiamo sempre difficoltà a registrare gli episodi positivi dell’anno. Se proviamo a descrivere una sensazione positiva, ci sentiamo a corto di parole, se invece dobbiamo lamentarci, ecco che le parole scorrono come un treno ad alta velocità.
Ma questo ci danneggia. Creiamo soltanto mappe mentali negative, tanto che tracciamo percorsi di negatività anche per ciò che ancora non si è verificato. Basta un piccolo episodio e parte il solito disco: vedi, lo sapevo che sarebbe successo.

Mai invece: vedi, sapevo che questa gioia sarebbe arrivata. E quando per grazia riconosciamo un fatto positivo, subito ci arrocchiamo dietro la paura che qualcosa di negativo sia dietro l’angolo.

E allora chiedo a me stesso, per il nuovo anno, di poter lavorare sulle tracce positive che il 2016 mi ha portato, e di essere esempio positivo per tutti coloro che incontrerò nel 2017.

Perché comunque la vita, qualsiasi vita, in quanto dono, è già di per sé una bella vittoria del positivo sul negativo. Quindi: buon anno a tutti!

Pubblicato da: Stefano Re | 26 novembre 2016

Pensiero 60

Chi non si spende per gli altri, fa male a se stesso. (S. Re )

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