Pubblicato da: Stefano Re | 19 aprile 2016

Vorrei gettarmi

Vorrei gettarmi
                               dal tetto di un qualsiasi palazzo
                                                                                             giù
fino a schiantarmi sulla strada
di questa città senza sorriso
e rimbalzare con tonfi secchi sopra gli urli spaesati
di un gridare che ormai ha perso le vocali.
Vorrei spaventare il silenzio
impoverito da sguardi veloci e distanti
poi racchiudere nell’altro la speranza di un
                                                                                     sorriso.
Vorrei gridare che non c’è altro
se non il vuoto o la distanza tra il cielo e il suolo
se serri il palmo a pugno
oppure il capo reclini nel vedere
ciondolare l’impiccato
                                              io tu o chi altro
                                                                            non importa,
siamo soggetti in vendita a contratti di procura…
sarà la morte se della vita non troviamo il senso,
se della vita resta l’osso insalivato
se dopo questa notte l’alba
non s’irrora
                          d’infinito.
Cosa aspetti ad inciderti d’amore?
 
(Stefano Re)
Pubblicato da: Stefano Re | 19 aprile 2016

Pensiero 55

Le giustificazioni sono dei perdenti. (S. Re)

Pubblicato da: Stefano Re | 14 marzo 2016

Pensiero 54

Mettere a fuoco il proprio punto di vista sfocando la realtà è il primo passo verso il pregiudizio. (S.Re)

Pubblicato da: Stefano Re | 8 marzo 2016

Buona festa delle donne

image

Pubblicato da: Stefano Re | 3 febbraio 2016

Tempo perso

Un mio nuovo racconto sul blog del Caffé Letterario. (S.R)

Clicca qui per leggere: Tempo Perso

Buona lettura.

Pubblicato da: Stefano Re | 1 gennaio 2016

Buon 2016 a tutti

image

Pubblicato da: Stefano Re | 24 dicembre 2015

Pensiero 53

Siamo passati da una società maschilista ad una società maschilista di femmine.

Pubblicato da: Stefano Re | 17 dicembre 2015

La statua dorata

Dagli errori si impara divertendosi. Provate (S.R.)

LA STATUA DORATA

La maestra dettava e il bambino riempiva lentamente il foglio bianco, stando attento a restare tra le righe, allungando gambe e testoline delle singole lettere.

La storia che la maestra stava dettando, parlava di castelli e re, di regine e principi e di qualche maldestro scudiero al servizio di cavalieri più anziani. E di una statua dorata.

Una statua tutta d’oro che raffigurava il re e che era stata posta a fianco del suo trono.

Ma il bambino, forse per eccesso di dedizione, (aveva infatti imparato da poco l’uso dell’apostrofo) trasformò la statua d’oro in una statua d’orata.

Figurarsi come la prese il re mentre la maestra dettava; cominciò ad urlare, tanto che le lettere del suo nome iniziarono a traballare, tanto che il bambino si bloccò immediatamente. Come spaventato.

“Mi ha dato del pesce!” disse il re ai suoi cavalieri. “Arrestate questo bambino irrispettoso!”

Il bambino alzò velocemente la mano e scoppiò in lacrime.

La maestra corse in suo aiuto e quando vide in subbuglio le lettere sul quaderno, prese la gomma e cancellò la statua. Lasciò l’orata e invitò il bambino a buttarla nel mare: “Prima che qualcuno se la mangi!”

Poi benevolmente aggiunse: “Dorata non ha l’apostrofo, altrimenti il re fa la figura del pesce lesso”.

Il bambino sorrise e con lui i compagni.

 

di Stefano Re

Pubblicato da: Stefano Re | 12 dicembre 2015

Intervista su Radio Marconi

Oggi, domenica 13 dicembre, andrà in replica alle ore 10.00 e alle ore 12.00 su Radio Marconi (94.8) l’intervista di presentazione del mio libro IL SOLE NEL BAULETTO. Potete ascoltarla in streaming sul sitohttp://www.radiomarconi.info/. Buon ascolto

Pubblicato da: Stefano Re | 16 novembre 2015

Due parole con Geraldine D’alessandris

Il sole nel bauletto di Stefano Re, edizioni C’era una volta, è stato pubblicato con le illustrazioni di Geraldine D’alessandris. Le ho voluto fare alcune domande. (S.R.)

Geraldine, ci spieghi in breve il tuo percorso artistico?

Fin da piccola (anzi, soprattutto da piccola!) ho sempre passato tutto il tempo a disegnare. Mia mamma quando mi doveva portare in giro a fare commissioni si muniva sempre di carta e matita così sapeva che sarei stata tranquilla per tutto il tempo che voleva; finché avevo da disegnare non mi sarei mai annoiata. Quindi ho sempre avuto le idee chiare sugli studi da intraprendere: liceo artistico e poi Accademia di Brera. Nel frattempo ho cominciato a lavorare come decoratrice (andavano di moda i trompe-l’oeil, che ancora faccio occasionalmente) e finita l’Accademia ho iniziato a lavorare come illustratrice in un’agenzia di eventi e produzioni televisive. Così ho fatto un corso di grafica al computer e mi si è aperto un mondo. Ho scoperto che il computer non è un rivale, come avevo sempre pensato, ma un mezzo molto utile, anzi indispensabile per il lavoro che avevo in mente. Ho perfezionato quindi il disegno a mano libera direttamente in digitale, tramite la tavoletta grafica; così facendo, il disegno conserva la freschezza del tratto a mano, ma è eseguito su un supporto digitale, con tutti i vantaggi che questo comporta: cancellare perfettamente, colorare senza sbavature, disegnare su più livelli (sfondo, personaggi, ecc), duplicare in un attimo livelli o personaggi e spedire i disegni con un semplice click già in formato immagine.

E’ stata la tua esperienza professionale più importante?

No no. Ho anche lavorato per 10 anni presso un’altra agenzia pubblicitaria sia come grafica che come illustratrice e da due anni faccio la freelance, che mi è più comodo anche perché ho una bambina e posso fare la mamma.

Quando disegni su cosa ti concentri principalmente?

Per prima cosa visualizzo nella mente la scena che voglio ricreare: lo sfondo, il punto di vista prospettico, i personaggi, ecc., poi se ci sono degli elementi che mi sfuggono cerco degli esempi su google immagini o sui siti di banche immagini da cui trarre ispirazione, e appena convinta mi metto a disegnare quello che ho in mente.

In una illustrazione per bambini, su cosa punti per fare emergere lo sguardo dei più piccoli?

Mi hanno sempre detto che ho una mano naturalmente portata per il disegno che piace ai bambini. Non è mai stata una cosa voluta, semplicemente ho un tratto morbido e tondeggiante e quindi più adatto al mondo dell’infanzia. Infatti quando lavoravo in agenzia pubblicitaria, dove mi capitava di fare anche illustrazioni per un pubblico adulto, meno stilizzate e più realistiche, talvolta mi si rimproverava il fatto di fare dei disegni un po’ troppo “da bambini”, e allora lì sì che mi trovavo in difficoltà e dovevo concentrarmi per ottenere un effetto più “adulto”!

Older Posts »

Categorie

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 315 follower