Pubblicato da: Stefano Re | 30 dicembre 2016

BUON ANNO 2017

La fine dell’anno ci porta a sperare che il successivo sia migliore. Abbiamo sempre difficoltà a registrare gli episodi positivi dell’anno. Se proviamo a descrivere una sensazione positiva, ci sentiamo a corto di parole, se invece dobbiamo lamentarci, ecco che le parole scorrono come un treno ad alta velocità.
Ma questo ci danneggia. Creiamo soltanto mappe mentali negative, tanto che tracciamo percorsi di negatività anche per ciò che ancora non si è verificato. Basta un piccolo episodio e parte il solito disco: vedi, lo sapevo che sarebbe successo.

Mai invece: vedi, sapevo che questa gioia sarebbe arrivata. E quando per grazia riconosciamo un fatto positivo, subito ci arrocchiamo dietro la paura che qualcosa di negativo sia dietro l’angolo.

E allora chiedo a me stesso, per il nuovo anno, di poter lavorare sulle tracce positive che il 2016 mi ha portato, e di essere esempio positivo per tutti coloro che incontrerò nel 2017.

Perché comunque la vita, qualsiasi vita, in quanto dono, è già di per sé una bella vittoria del positivo sul negativo. Quindi: buon anno a tutti!

Pubblicato da: Stefano Re | 26 novembre 2016

Pensiero 60

Chi non si spende per gli altri, fa male a se stesso. (S. Re )

Pubblicato da: Stefano Re | 9 novembre 2016

Dall’Editore 

​Un anno fa il nostro benvenuto a Stefano Re in C1V Edizioni. 

Dal Bimbo Day della Microsoft all’iniziativa “in corsia” con il dono dei libri ai bambini in ospedale, al recente incontro di lettura e regalo del libro ai bambini di Amatrice a tanti altri eventi, il libro è giunto a molti bambini e ha allietato le loro letture.

 Ma ha anche fatto riscoprire bei valori agli adulti che lo leggevano con loro… 

Natale si avvicina, metti Il Sole nel bauletto sotto l’albero🎄. Ordinalo subito su http://www.c1vedizioni.com

Pubblicato da: Stefano Re | 24 ottobre 2016

AMATRICE

Giovedì IL SOLE NEL BAULETTO sarà con me ad AMATRICE. Grazie all’editore Cinzia Tocci e a chi ha deciso di offrire il libro per i bambini della scuola primaria di Amatrice Chi volesse può ancora partecipare all’iniziativa andando sul sito C1VEDIZIONI. Vi terrò informati.

 

Nessun testo alternativo automatico disponibile.
Pubblicato da: Stefano Re | 2 ottobre 2016

Pensiero 59

Diffida di chi parla sempre degli altri, probabilmente di sé ha poche cose da dire. (S.Re)

Pubblicato da: Stefano Re | 3 settembre 2016

Iniziativa utile

“Un libro, insieme per Amatrice con C1V”.

Se acquisti anche un solo libro C1V Edizioni, 2 € di ogni libro saranno devoluti per beni necessari alla popolazione sopravvissute al terremoto.
Dal 1° settembre potrai essere utile con la tua donazione. Sicura e documentata.
Potrai scegliere se:
– acquistare i libri per te
oppure
– donarli alle persone colpite dal terremoto (e il libro sarà consegnato alla gente e ai bambini del posto).

oppure

  • entrambe le due cose.

 

Come fare? Semplice, basta scegliere il proprio libro su  www.c1vedizioni.com

 

Tra gli altri, scegli IL SOLE NEL BAULETTO, farai felici i bambini.

Pubblicato da: Stefano Re | 13 agosto 2016

Una nuova conta

​Suvvia maestre, un po’ di coraggio!

Lanciamo insieme questa nuova conta.

(Ringrazio mia figlia Valentina per la preziosa consulenza).
Uno come nessuno

Due come gli occhi del bue

Tre come me e come te

Quattro come le zampe del gatto

Cinque come chi parla più lingue

Sei se lo fa, lo fa lei

Sette come torta fatta a fette

Otto come i salti di un leprotto

Nove com’è triste quando piove

Dieci esci tu ch’io resto in piedi.
di Stefano Re

Pubblicato da: Stefano Re | 31 luglio 2016

Pensiero 58

Anche un abbraccio può essere insidioso; oltre ad essere accogliente, spesso risulta essere costrittivo. (S.Re)

Pubblicato da: Stefano Re | 12 luglio 2016

Pensiero 57

Se non ti piaci allo specchio, dagli le spalle. (S. Re)

Pubblicato da: Stefano Re | 2 luglio 2016

Tanto va la gatta al lardo

“Ricordati: tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.”

“E che ci va a fare al lardo?”

“Non ti preoccupare di cosa ci vada a fare al lardo, preoccupati se ci lasci lo zampino.”

“Ma che zampino… io al lardo non ci vado!”

“Non tu, la gatta. Dico: se fai come la gatta che va al lardo, occhio che ci lasci lo zampino.”

“Ma se al lardo non ci vado, come ci posso lasciare lo zampino?”

“Senti: tu quella cosa non farla. Stacci al largo, così non ti accade nulla.”

“Al largo, ecco. Tanto va la gatta al largo che ci lascia lo zampino.”

“Ma che dici? Non è largo, è lardo.”

“Va che ti sbagli. Infatti se la gatta va al largo, annega e quindi ci lascia lo zampino.”

“Ma la gatta non deve annegare. Se va al lardo, ci lascia lo zampino.”

“E con me che c’entra?”

“Non c’entra nulla. Dico solo di fare attenzione.”

“Senti un po’… non devo fare niente di male. Devo solo entrare in tabaccheria, minacciare il tabaccaio, prendergli i soldi e scappare.”

“Vedi che ci lasci lo zampino?”

“A oh, basta con sto zampino! M’hai rotto tu lo zampino!”

“Io ti dico di lasciar perdere…”

“Tu porti sfiga. Sì, una iella grande così.”

“E tu rischi di fare la fine della gatta”

“Ma che c’entra la gatta con me? E poi, che c’entra il lardo con lo zampino?”

“C’entra, c’entra! Un tempo i macellai tagliavano il lardo con la mezzaluna ed erano così rapidi nei movimenti che spesso qualche gatta sprovveduta finiva per perderci la zampa.”

“Allora ti preoccupi per me, non per la gatta…”

“E che avevi capito, la gatta ci lasci pure lo zampino, ma tu no. Tu non lasciarci la vita, stanne lontano. Non vale la pena rubare per pochi spiccioli.”

“Ah la solita moralista…”

“E ti dico anche di non fare il furbo. Non è che quando me ne vado, tu corri dal tabaccaio?”

“Ah ah ah… quando la gatta non c’è i topi ballano. Si dice mica così?”

“Si dice così! Ma non ti azzardare…”

“Perché altrimenti?”

“Altrimenti non so, potrei staccarti le palle degli occhi con la sola forza del pensiero.”

“Ma da quando sei così aggressiva?”

“Da quando ti ha dato di volta il cervello.”

“E quando mi ha dato di volta il cervello?”

“Quando ti sei messo in testa la storia della tabaccheria.”

“Oh sta tabaccheria. Solo pochi spiccioli. Entro minaccio rubo e fuggo.”

“Ma non puoi cercarti un lavoro?”

“Dimmi dove cercarlo. C’è più disoccupazione che mignotte sulle strade.”

“Lascia stare le mignotte, poverine.”

“Poverine?”

“Almeno non rubano!”

“E le tasse le pagano?”

“Ma se sono sfruttate , che diavolo devono pagare?”

“E io non sono sfruttato? Lo Stato pretende le tasse e non mi dà il lavoro.”

“E quindi è lecito rubare al tabaccaio?”

“Tanto ha i valori bollati… è l’unico modo per rubare allo Stato.”

“Beh, tu non farlo! Mai! Sai che ti controllo…”

“Ah sta storia dei topi che ballano quando non c’è il gatto…”

“So come sei. So che sei un topo raffinato, ma ingenuo.”

“E tu sei una gatta con le unghiacce.”

“Sono tua madre!”

“Ma non hai potere su di me.”

“Ricorda: sono tua madre!”

“Ma ho trent’anni. Lasciami in pace.”

“Lasciarti in pace vuol dire rubare?”

“Vuol dire che posso anche rubare!”

“Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. Ricordatelo!”

“Che palle ‘sti proverbi. Era meglio che non ti dicessi nulla.”

“Le bugie hanno le gambe corte… e  a tua madre non sfuggi”

“Le bugie saranno anche nani con le zampette, ma non sempre la verità viene a galla!”

“Le bugie a tua madre non le devi raccontare. Punto e basta.”

“Come sei aggressiva..”

“Certo che sono aggressiva. Vuoi rubare in tabaccheria ed io dovrei fare finta di nulla? Vedi, le bugie hanno le gambe corte e prima o poi l’avrei scoperto.”

“Mamma caspita! Non l’hai scoperto. Sono io che te l’ho detto.”

“Certo, perché sapevi che ti avrei scoperto, perché sai che le bugie hanno le gambe corte.”

“E il naso lungo…” disse lui sorridendo.

“Non prendermi in giro… sì, le bugie hanno gambe corte e naso lungo.”

“Forse Pinocchio, ma gli altri no. Si dice infatti, al naso non si fa caso? Pensi che Cyrano fosse un bugiardo? Piuttosto era Rossana ad essere…”

“Zitto. Sai che non tollero la volgarità! E poi al cuor non si comanda.”

“Ma mamma quella era zoccola. Quella non aveva capito nulla. Lo prendeva in giro, quella voleva l’altro.”

“L’ignoranza è madre dell’arroganza. Studia anziché rubare al tabaccaio. Se avessi studiato, ora non saresti un poveraccio affamato di francobolli.”

“Che palle questa morale da periferia! Ho studiato ragioneria, sì ci ho messo sette anni ma che ci posso fare se quella…”

“Fermo,  non dire quella parola!”

“No mamma, la dico: quella zoccola della professoressa di italiano mi ha bocciato due volte!”

SCIAP, gli rovescia un ceffone stentoreo.

“Basta mamma, me ne vado. Cattivo bastone non fa buon cane. Vado a rubare che ti piaccia o no. Se non mi dai i soldi, me li procurerò rubando.”

“Poi non dire che non ti avevo informato.”

“Tranquilla sarò muto come un pesce.”

“Ricordati: tanto va la gatta al lardo…”

“Che ci piscia l’intestino” e sbatté la porta.

 

Dopo qualche giorno in paese non si parlò d’altro che del furto in tabaccheria.

Che è successo?

Hanno picchiato il tabaccaio.

Ha reagito?

Ovvio.

E il ladro?

A bocce ferme si saprà chi ha vinto.

Si dice che gli inquirenti siano sulle sue tracce.

Eh sì, tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.

ARRESTATO MAURIZIO POLLINI, IL LADRO DELLA TABACCHERIA

“Maurizio, guarda come ti sei ridotto…”

“Mamma, chi ruba poco va in galera, chi ruba tanto fa carriera.”

di Stefano Re

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