Pubblicato da: Stefano Re | 27 giugno 2014

E proprio a te che sei il figlio

a Lollo

Mi chiedi di sdraiarmi al tuo fianco
e non so mai se è tempo perso o guadagnato rispetto al resto
perché la vita, se ci pensi,
ci sta dietro, e noi davanti ad ingannarci.
Mi chiedi a tentativi un po’ di tempo
e se mi nego rispondi mozzicando un non importa.
Invece è lì che la statura si fa altezza,
perché il segreto sei tu nella mia vita
senza nemmeno l’abbia chiesto,
e il senso lo sa Dio o chi per lui
ma la domanda, quella vera, ruota attorno a noi,
a me che sono il padre e proprio a te che sei il figlio.

Pubblicato da: Stefano Re | 25 giugno 2014

Pensiero 6

Il giudizio è come una cagata d’uccello, ridiamo se colpisce un altro.

Pubblicato da: Stefano Re | 19 giugno 2014

Pensiero 5

Che sia difficile amare è una verità così trasparente che continuiamo a credere che sia l’altro a non amarci fino in fondo.

Pubblicato da: Stefano Re | 14 giugno 2014

Pensiero 4

La crisi ha trasformato il lavoro in una cicatrice che si rimargina solo il giorno dello stipendio. 

Pubblicato da: Stefano Re | 10 giugno 2014

Pensiero 3

So di non sapere, ma quello che non so lo so imparare.

Pubblicato da: Stefano Re | 9 giugno 2014

Pensiero 2

Quando stava in famiglia diceva: “Sono la serva di tutti”. Quando rimase sola si lamentò perché non serviva a nessuno.

Pubblicato da: Stefano Re | 8 giugno 2014

Pensiero 1

Chi non ha personalità, l’ha sempre doppia.

Pubblicato da: Stefano Re | 2 giugno 2014

Un mio racconto

Ripropongo sul Caffé Letterario questo racconto. (S.R.)

per leggerlo clicca qui

Pubblicato da: Stefano Re | 17 maggio 2014

Che la risaia non dica niente

Che la risaia non dica niente è un tuo pensiero
come se fosse soltanto sputo d’acqua,
eppure mi piace ascoltarla, con il suo cielo capovolto
e gli alberi a bagnarsi l’ombra.
Perché nella risaia ho seminato le mie pupille,
e tutto quanto visto e rivisto in questi quarant’anni
di sconti e prezzi interi. Ho versato colpi d’occhio
come fossero fate morgane, quasi fossimo io e te
seduti a fianco gettando sassi a pelo d’acqua.
Invece, era soltanto il sogno di una vita,
le cascine con l’odore forte del letame
gli aironi imbalsamati
che nemmeno a cacciarli ti davano risposta.
Perché lì si nutrono correnti,
e non c’è rischio di scossa, solo quiete e silenzio
perché questo io chiedo:
la trasparenza dell’acqua e un filo caldo di sole.

Pubblicato da: Stefano Re | 15 maggio 2014

SPETTACOLO

lei il piano inclinato_ cajello di Gallarate

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