Pubblicato da: Stefano Re | 28 ottobre 2014

Pensiero 27

L’uomo che non ride è un uomo destinato al fallimento.

Pubblicato da: Stefano Re | 16 ottobre 2014

Le gemme in primavera

Riordinando alcuni fogli, ieri sera ho ritrovato un foglietto su cui mio figlio aveva scritto una poesia. Credo non avesse ancora sette anni; la ripropongo così come l’ha scritta. A parte alcune sgrammaticature, mi piacciono gli spunti. (S.R.)

Le gemme sbocciano in primavera

gli alberi le apprezzano

come se fossero le bianche dita

ricoperte dalla neve

però il vento viene con la pioggia

sua moglie

sono stregoni della brutta giornata.

Pensa pensa il sole

e alla fine l’idea venne alla luna

il sole allora saggio dormirà presto

intanto la luna per amore distrugge i nuvoloni

alla mattina il sole distrugge gli stregoni

e sbocciano le gemme!

(di Lorenzo)

Pubblicato da: Stefano Re | 7 ottobre 2014

Pensiero 26

Era sempre avanti, ma un passo indietro.

Pubblicato da: Stefano Re | 6 ottobre 2014

Luigi Cannillo sulla poesia

Eccoci al quattordicesimo ospite della rubrica: Ospiti (si parla di poesia).

Luigi Cannillo è nato e vive a Milano. Lavora come insegnante di lingua e letteratura tedesca nella Scuola Media superiore. Ha insegnato in corsi per universitari ed è autore di testi scolastici. Singole poesie sono state pubblicate su numerose riviste, fra cui Millepiani, Manocomete, Il segnale, La mosca di Milano. È presente come poeta e con interventi critici in antologie e raccolte di saggi. Ha appena pubblicato il bellissimo “Galleria del vento” per le Edizioni La vita felice. Proprio oggi, 6 ottobre 2014 il libro viene presentato in Via Laghetto 2 – Milano alle ore 18.00. (S.R.)

Perché è importante la poesia?

La poesia è importante per il suo valore di ricerca personale e linguistica. A livello personale è il linguaggio che può permettere di nominare quanto di più profondo e intimo percepiamo e possediamo nella nostra vita interiore e nei nostri rapporti di comunità umana. In senso strettamente linguistico la poesia è la forma che consente maggiore libertà, e nello stesso tempo l’influenza delle forme di chi ha scritto prima di noi. La sua flessibilità non significa però arbitrio, perché la poesia deve rispondere ad alcune leggi di ritmo, suono, figure retoriche che si saldano con il Significato, il Senso.

Come mai oggi la poesia, rispetto ad altre forme di comunicazione come la televisione, il romanzo, il cinema, ecc, entra con difficoltà tra i piaceri della gente?

Oggi la poesia è un genere sempre popolare se ci riferiamo alla grande quantità di chi scrive, ma estremamente marginale se ci riferiamo ai lettori, alle vendite e alla sua visibilità sui mezzi di comunicazione tradizionali Sono emersi nuovi linguaggi, soprattutto di tipo visivo, o linguaggi legati all’uso specifico della rete, oppure linguaggi verbali e lirici ma legati a forme più popolari, per esempio la forma canzone o il rap che ottengono maggiore immediatezza e fruizione della parola. Inoltre all’interno della cosiddetta società poetica viene coltivata, più che lo studio o la lettura, lo sfogo personale in versi oppure l’autopromozione come autori. Si sono formate, in particolare in Italia, associazioni di poeti per genere, generazione, protezioni o ambizioni editoriali le quali, anziché
all’affermazione della poesia, sono interessate all’affermazione –pur molto circoscritta – dei soggetti poetici. Questo genere di interrelazioni è andato sostituendo quello dei poeti con la società che li esprime.
Qual è la poesia (o l’autore) che ha segnato il tuo percorso artistico?
Ci sono molti autori che hanno segnato il mio percorso, a partire da riconosciuti Maestri della poesia italiana, in particolare da Dante a Ariosto, da Tasso a Leopardi, da Campana a Montale a Pavese o Pasolini.  Anche per approfondimenti legati alla mia formazione di insegnante di tedesco ho avuto modo di conoscere e amare Rilke, Trakl, Benn, Celan.  Ma apprezzo molto alcuni di lingua inglese come Eliot o Stevens, ma anche la Szymborska, Mandel’stam, la Cvetaeva. Tra gli autori italiani della mia generazione vorrei ricordare soprattutto Magrelli e De Angelis in alcune loro importanti raccolte. Ma le suggestioni che possono derivare da tutti questi autori sono legate al piacere della lettura dei loro versi, non al tentativo di imitarli. Il mio percorso ne è segnato come da tanti romanzi letti o da opere di saggistica, da pittori, registi cinematografici, fotografi o coreografi. Nella scrittura tendo a liberarmi dalle briglie di una influenza poetica e a plasmare un mio linguaggio, almeno a livello cosciente.
(a cura di Stefano Re)
Pubblicato da: Stefano Re | 26 settembre 2014

Pensiero 25

L’infelicità è alla foce di ogni durata

Pubblicato da: Stefano Re | 20 settembre 2014

Pensiero 24

Diffida da quelli che dicono “lo faccio per il tuo bene”, soprattutto se quel bene è più consono al loro.

Pubblicato da: Stefano Re | 17 settembre 2014

Ho altro di più serio cui pensare

Non sono un dizionario di parole,
di verbi forse sono un menestrello;
scrivo sillabe e segni un po’ confusi,
in tasca non cercatemi presagi.

Se qualche ossuta lettera trovate
chiamatemi poeta o letterato;
non m’offendo, ho altro di più serio a cui pensare.

Pubblicato da: Stefano Re | 16 settembre 2014

INVITO EVENTO

Io ci sarò e presto la mia voce per leggere due cosine. Ma chi suona e canta merita davvero attenzione. Sabato 20 settembre ore 21.00 presso l’Abbazia di Morimondo. (S.R.)

Buona Novella di Fabrizio De Andrè

Pubblicato da: Stefano Re | 11 settembre 2014

Pensiero 23

Il vittimismo è l’alibi del carnefice.

Pubblicato da: Stefano Re | 7 settembre 2014

Pensiero 22

L’amore non è un’unità di misura, semmai una pluralità di donazione.

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