Pubblicato da: Stefano Re | 15 luglio 2014

Pensiero 12

Il problema della donna di oggi non è la sacrosanta parità dei diritti, ma l’aver confuso il proprio genere.

Pubblicato da: Stefano Re | 13 luglio 2014

Pensiero 11

Se la moglie fa la mamma col marito, il matrimonio vacilla.

Pubblicato da: Stefano Re | 11 luglio 2014

Pensiero 10

Lavorare stanca, ma la disoccupazione logora.

Pubblicato da: Stefano Re | 10 luglio 2014

Pensiero 9

Era così dedito a programmarsi che prima di morire chiese cosa andasse a fare. Gli risposero che i meriti stanno al di là della logica della programmazione.

Pubblicato da: Stefano Re | 9 luglio 2014

Maria Luisa Spaziani. Un ricordo

Ospito volentieri un contributo su Maria Luisa Spaziani della dottoressa Alice Serrao che si è laureata con una tesi sulla poetessa e che ha avuto modo di incontrarla per i suoi studi. Chi volesse può lasciare un commento o un breve ricordo. (S.R.)

UN RICORDO di Alice Serrao
La prima volta che ci siamo incontrate è stato a Parma, in occasione del Festival della Poesia, era giugno 2012. Indossava una camicetta verde-mela, leggera, e una gonna dalla trama geometrica. Ha preso posto lentamente sul palco, nel cortile d’onore di Palazzo Cusani e ha accavallato quelle gambe che, un tempo, hanno affascinato Montale. Quando le scriveva versi con il senhal di volpe che l’ha fatta conoscere come sua musa e perfino sugli scaffali alti della sua casa romana ci sono peluches che la ricordano in questa maniera.
Maria Luisa Spaziani. Mentre firma la dedica sul Meridiano che raccoglie una vita di poesie, scherza: “Sarei vissuta molto di più se avessi avuto un nome più breve!”. Bene, è vissuta 91 anni. Adesso si possono incidere nome e date in un epitaffio: 7 dicembre 1922-30 giugno 2014.
Di certo la sua è stata una vita straordinaria: giovanissima direttrice di una rivista che ha portato per la prima volta in Italia Virginia Woolf, si è seduta al tavolo con Montanelli, ha sorpreso Picasso dipingere nudo, ha pranzato con Quasimodo, sposato Elémire Zolla, stretto la mano alla Merini. Ha dato prova di essere abile francesista nelle sue traduzioni e insegnante carismatica nelle gremite aule universitarie. Autrice di prosa, di teatro e di elzeviri.
Ma soprattutto, poeta. A lei piaceva che si usasse il maschile. La sua poesia tocca i vertici più alti della lirica. Un canto di strepitosa dolcezza musicale, sempre più spesso modulato in quartine, semplice nella potenza comunicativa, ma alto nel lessico e nel tono; abissale e celeste nell’ispirazione. La sua personalità la affranca del tutto da Montale e restituisce alla poesia femminile un afflato universale.
La Spaziani credeva alla bellezza e alla gioia della vita qui e adesso; credeva che ogni seme esplode perché il fiore trovi una sua verticale e che l’universo sia attraversato da un ultrasuono che il poeta deve saper cogliere e restituire in parole. Credeva in una metamorfosi inevitabile perché tutto ciò che è vivo cambia e si trasforma e muore e diventa qualcos’altro e torna. Come la fioritura in primavera, come il mito di Proserpina, come il ciclo della luna o una pasqua cristiana. Credeva all’energia che permea tutto quanto esiste e lo innerva, senza esaurirsi mai, in una spirale, reincarnandosi sempre.
Sulla fine, allora, l’augurio è che abbia trovato quella verticale e che sia tornata nel “nudo emblema / della nostra spirale: seme, vento, acqua, radice, foglia, verbo e luce” di cui parla questo verso che mi ha fatta innamorare della sua poesia, la prima volta. La Spaziani diceva, inoltre, che la poesia non è solo un genere letterario, ma è anche un mistero che non deve per forza essere risolto. I suoi versi sanno restituire il mistero di cui parla, qui, di certo, si salva il suo messaggio, il suo entusiasmo per la vita e non si dissolve la magia.

Pubblicato da: Stefano Re | 8 luglio 2014

Pensiero 8

Il mare ha l’ironia del sussurro; ti avvicini per capire e lui si ritrae schiumando bava come uno sputo di sfregio.

Pubblicato da: Stefano Re | 6 luglio 2014

Pensiero 7

Era così preso dalla cura del corpo che prima di invecchiare si informò sui costi di realizzazione di una statua di cera.

Pubblicato da: Stefano Re | 2 luglio 2014

La voglia grassa

Questo è un racconto in cui sperimento. Racconto immagine. (S.R.)

clicca qui per leggere: La voglia grassa

Pubblicato da: Stefano Re | 27 giugno 2014

E proprio a te che sei il figlio

a Lollo

Mi chiedi di sdraiarmi al tuo fianco
e non so mai se è tempo perso o guadagnato rispetto al resto
perché la vita, se ci pensi,
ci sta dietro, e noi davanti ad ingannarci.
Mi chiedi a tentativi un po’ di tempo
e se mi nego rispondi mozzicando un non importa.
Invece è lì che la statura si fa altezza,
perché il segreto sei tu nella mia vita
senza nemmeno l’abbia chiesto,
e il senso lo sa Dio o chi per lui
ma la domanda, quella vera, ruota attorno a noi,
a me che sono il padre e proprio a te che sei il figlio.

Pubblicato da: Stefano Re | 25 giugno 2014

Pensiero 6

Il giudizio è come una cagata d’uccello, ridiamo se colpisce un altro.

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